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LA NOTIZIA DEL GIORNO

Ucraina: la Russia aumenta le truppe al confine

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La Russia sta schierando truppe al confine militare con l’Ucraina, mossa che allarma tanto gli Stati Uniti quanto la Nato: è probabile che Mosca voglia testare l’impegno di Biden verso Kiev

Un militante dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk fa la guardia sulla linea di separazione dalle forze armate ucraine a sud della città controllata dai ribelli di Donetsk, Ucraina, 2 aprile 2021. REUTERS/Alexander Ermochenko

Ieri la Russia, attraverso il portavoce del Presidente Vladimir Putin, ha fatto sapere che un eventuale schieramento di truppe della Nato in Ucraina farebbe alzare la tensione alla frontiera russa, costringendo Mosca a prendere provvedimenti per garantire la propria sicurezza.

Le parole del portavoce Dmitry Peskov si riferiscono alla crescita dello schieramento militare russo vicino al confine con l’Ucraina, che Kiev ha denunciato nei giorni passati. I movimenti hanno allarmato anche gli Stati Uniti e la Nato, ma la Russia li ha descritti come meramente difensivi.

Cosa sta succedendo nell’Ucraina orientale

Nelle scorse settimane c’è stato un picco di violenza nell’Ucraina orientale, dove dal 2014 si combatte una guerra tra l’esercito di Kiev e i separatisti filorussi, sostenuti da Mosca. Quello nell’est dell’Ucraina è stato un conflitto a bassa intensità per diversi mesi. Ma recentemente quattro soldati ucraini sono stati uccisi e un altro è rimasto seriamente ferito a seguito di una battaglia con i separatisti nella regione di Donetsk, una delle due – l’altra è Luhansk – sotto occupazione.

Il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato la Russia di voler creare “un’atmosfera di minaccia e, allo stesso tempo, di pressione, durante i negoziati per il cessate-il-fuoco”. Per Peskov sono invece le forze di Kiev le responsabili dell’escalation e ha avvertito del rischio dello scoppio di una guerra. “Una guerra civile”, ha precisato subito dopo: Mosca nega di sostenere militarmente i separatisti.

Queste dichiarazioni si inseriscono in un più ampio scambio di accuse reciproche tra i due Paesi per l’aggravarsi degli scontri nell’Ucraina orientale. Il New York Times ha raccontato che ultimamente i colpi di mitragliatrice tra i due lati della Linea di contatto – che separa il territorio dell’Ucraina da quelli controllati dai separatisti – stanno durando più a lungo del solito.

A seguito dello schieramento delle forze russe lungo il confine con l’Ucraina, il comando europeo degli Stati Uniti, di base in Germania, ha alzato l’allerta al livello massimo, quello di “potenziale crisi imminente”. Gli americani si aspettavano che le truppe di Mosca lasciassero la zona il 23 marzo, dopo la fine di un’esercitazione militare: si stima che ci siano circa 4mila soldati russi entro un’area di 50 chilometri dalla frontiera ucraina.

Cosa vuole la Russia

L’Ucraina e la Russia hanno negoziato un cessate-il-fuoco per gli scontri nelle regioni orientali, ma la pace è complicata dalla distanza tra gli obiettivi dei due Paesi. Kiev vuole ristabilire la propria sovranità sui territori occupati e ha il sostegno dell’America di Joe Biden, anche sulla Crimea (la penisola che la Russia ha annesso nel 2014, pur essendo parte dell’Ucraina). Mentre Mosca, nell’ottica di garantirsi un controllo sull’Ucraina orientale e stroncarne le aspirazioni di ingresso nella Nato e nell’Unione europea, vuole che Kiev riconosca un’ampia autonomia alle regioni occupate dai separatisti.

Non è raro che le tregue nell’Ucraina dell’est vengano violate: solo dal 2018 sono stati infranti otto accordi per il cessate-il-fuoco. Secondo gli analisti, è possibile che dietro all’attuale mobilitazione russa al confine ci si anche la volontà di testare l’impegno dell’amministrazione Biden verso l’Ucraina.

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L'AUTORE

Marco Dell'Aguzzo

Giornalista, scrive per eastwest, Il Sole 24 Ore e Aspenia. Si occupa di Messico e Nord America.
GUALA