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ITALIA CHIAMA EUROPA

Ue: arriva la proposta delle aziende tech europee

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Le grandi aziende tecnologiche europee chiedono all’Ue un fondo da 100 miliardi per far crescere le startup e proteggersi dai giganti asiatici e statunitensi

Ue e tech

Un logo della Nordic Harvest a Copenhagen, Danimarca, 7 dicembre 2020. REUTERS/Tim Barsoe

Un fondo da 100 miliardi di euro, con soldi pubblici e privati per far crescere le startup europee, che sia da scudo per le acquisizioni da parte di colossi provenienti da Stati Uniti o mercati asiatici. È questa la proposta di circa 35 grandi aziende tecnologiche europee, che oggi presentano alla Commissaria per l’Innovazione Mariya Gabriel un’idea per tutelare il mercato del Vecchio Continente, posti di lavoro, know-how.

L’European Future Plan fermato dal Covid-19

L’idea non è nuova: la stessa Ursula von der Leyen appoggiò un meccanismo che proteggesse l’industria tecnologica europea, affinché potesse competere alla pari con aziende quali Apple, Google o Alibaba. Il programma venne ribattezzato European Future Plan, con finanziamento da parte degli Stati membri.

Il fondo avrebbe permesso la gestione più accorta della voracità di realtà come quelle cinesi — definite Bat, ovvero Baidu, Alibaba, Tencent —, accusate di essere direttamente finanziate dal Governo di Pechino, così come le stesse Made in Usa, Gafa (Google, Apple, Facebook, Amazon), con risorse tali da poter orientare il mercato a piacimento. Con la crisi causata dal coronavirus, il progetto è tramontato, ma ora potrebbe trovare nuova luce e un diverso approccio.

Il Sovereign Tech Fund

Il fondo sovrano tecnologico rivisto in chiave attuale, ancora in piena pandemia ma con l’idea che presto il Covid-19 sarà superato, vede protagoniste aziende del calibro di Blablacar (realtà che tramite l’app mette in contatto automobilisti e persone che chiedono gli spostamenti su vari percorsi), FacilityLive (sempre più conosciuta per la fornitura di software gestionali) o Supercell (azienda produttrice di videogiochi).

Grazie al Sovereign Tech Fund, che sarebbe finanziato sia dall’Ue che dalle stesse industrie di riferimento, si garantirebbe la protezione da parte di acquisizioni esterne, così come ulteriori risorse per le startup europee che, ancora oggi, devono spesso rivolgersi all’estero — specie negli Usa — per recuperare finanziamenti per il loro sviluppo. Il caso di due aziende universalmente conosciuto è eclatante: Booking.com nasce nei Paesi Bassi per poi essere acquisita da un’azienda a stelle strisce; Spotify viene ideata in Svezia, per poi decidere di quotarsi alla borsa di New York.

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L'AUTORE

Matteo Meloni

Giornalista, si occupa di politica internazionale, comunicazione e giornalismo d’impresa. Collabora con eastwest e con il sito d’informazione Corriere dell’Economia.
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