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ITALIA CHIAMA EUROPA

Ue-Turchia, speranza per un nuovo corso?

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Ue e Turchia sembrano muoversi verso legami più distesi: positivo il colloquio tra von der Leyen ed Erdogan. Distensione anche sul Mediterraneo orientale

Il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il Presidente del Consiglio europeo Charles Michel a Bruxelles, Belgio, 9 marzo 2020. REUTERS/Francois Lenoir

Il 2021 sembra essere nato sotto i migliori auspici per il rapporto tra Unione europea e Turchia, divenuto tesissimo negli ultimi mesi. Il colloquio video tra la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen e Recep Tayyip Erdogan ha colmato le distanze (verbali) accresciutesi a causa delle spinose vicende sulla crisi dei migranti e le esplorazioni nelle acque del Mediterraneo orientale, con approccio costruttivo da entrambe le parti.

La posizione europea e quella turca

A dicembre, l’Unione europea decise per nuove sanzioni contro la Turchia in relazione alle sue attività navali, colpendo alcuni dirigenti delle società intente ad accondiscendere alle richieste governative sul prosieguo delle ricerche di idrocarburi in acque divenute caldissime. La scelta dell’Ue, d’altro canto, ha lasciato aperta la porta al dialogo, non andando a colpire direttamente esponenti di Governo.

Il risultato di questa scelta è il nuovo corso appena avviato, con l’ufficio di presidenza di Erdogan che, con una nota, spiega che “la Turchia vuol voltare pagina nelle sue relazioni con l’Ue” e che “il 2021 ha offerto un’atmosfera produttiva in termini di nuova cooperazione, da costruire nel campo della migrazione”.

Da Ankara si specifica che “è ampiamente attesa la liberalizzazione dei visti per i cittadini turchi in arrivo in Europa e che la fiducia reciproca è da ricostruire, così come è da riavviare il meccanismo di consultazione tra le due entità”. Dichiarazioni importanti anche sui nuovi passi da compiere vero il processo d’ingresso della Turchia nell’Ue.

Per von del Leyen, quello con Erdogan è stato un ottimo scambio di vedute, mentre per Borrell “siamo pronti a proseguire il nostro dialogo con la Turchia”. Tra l’altro, proprio il Ministro degli Esteri Mevlüt Çavuşoğlu si recherà in visita a Bruxelles, seguendo la linea politica avviata dai due Presidenti e, rispondendo al tweet di Borrell, ha scritto che la sua missione al quartier generale dell’Ue è spinta dalla volontà di dialogo sincero e concreto.

Distensione con la Grecia

Intanto, la Turchia sembra realmente intenzionata a mitigare il clima anche nei rapporti diretti con la Grecia, con la quale ci sono stati forti scontri diplomatici proprio relativamente alle esplorazioni di gas. Il 25 gennaio Çavuşoğlu e la sua controparte ellenica Nikolaos Dendias si incontreranno a Istanbul per il 61° round del dialogo esploratorio, grazie alle dichiarazioni del Ministro turco che ha ufficialmente invitato il collega del Paese confinante.

È fondamentale la distensione tra i due Paesi, sia in chiave Nato che per il prosieguo positivo del rapporto tra Ankara e Bruxelles. L’Ue, sulla vicenda esplorazioni nel Mediterraneo, si è immediatamente schierata con Atene, ribadendo la primazia del diritto internazionale — e del dialogo — nella soluzione alle tensioni. Il Primo Ministro greco Kyriakos Mitsotakis ha comunque affermato recentemente che il tema principale di discussione con la Turchia è la delimitazione della zona marittima nel Mar Egeo e nelle acque, divenute caldissime, del Mediterraneo orientale.

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L'AUTORE

Matteo Meloni

Giornalista, si occupa di politica internazionale, comunicazione e giornalismo d’impresa. Collabora con eastwest e con il sito d’informazione Corriere dell’Economia.
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