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Ue, tra muri e condizioni disumane dei migranti in Grecia

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Nuovi muri che tornano a dividere l’Europa in questi giorni. L’Ungheria costruisce un muro per non far arrivare i profughi, la Bulgaria invia blindati al confine con la Macedonia e gli altri paesi Ue costruiscono barriere di militari e polizia pronte a respingere. Si litiga sull’accoglienza che fa paura ai leader Ue e ai loro consensi.

La Grecia intanto già devastata dalla crisi economica e dalle incertezze politiche, nel solo mese di agosto ha raggiunto numeri record di arrivi. A Lesbo si registrano 33mila migranti da inizio mese fino ad oggi. Il 90% dei quali, secondo dati dell’ UNHCR , sono rifugiati che scappano dai conflitti in Siria, Afghanistan e Iraq. Amnesty International aveva espresso le proprie preoccupazioni sulla difficile situazione in Grecia già a fine giugno come riportava East.

 

Caos e condizioni disumane per i migranti in Grecia

In Grecia le autorità , a causa delle scarse risorse, non riescono a fronteggiare il drammatico aumento dei migranti in arrivo, e si affidano ai volontari, agli attivisti delle Ong e all’UNHCR.

“Questa non è solo una tragedia greca- afferma Gauri Van Gulik direttore per l’Europa e il Centro Asia ad Amnesty International- ma una crisi europea di ampia portata. Tutto ciò sta accadendo sotto gli occhi dei leader europei dalla vista corta che danno priorità alla sicurezza dei confini rispetto ad aiutare i sopravvissuti dalle guerre. Il mondo sta assistendo alla peggiore crisi dei rifugiati dai tempi della seconda guerra mondiale . Quello di cui l’Europa ha bisogno non sono muri ma punti d’ingresso sicuri per i rifugiati e servizi per accoglierli con dignità”. Oltre centinaia di migranti arrivano ogni giorno nell’isola di Lesbo, solo nella notte tra il 10 e l’11 agosto se ne contano 1.450. Oltre 93mila sono i migranti che Lesbo ha accolto già solo nel 2015, sette volte in più rispetto agli arrivi di tutto il 2014 , che furono 12.187 in totale. In generale, 160mila migranti sono entrati in Grecia quest’anno, mentre nel 2014 se ne registravano 45.412.  A Lesbo , nel centro di detenzione per l’immigrazione Moria, le condizioni in cui si accolgono i migranti non sono proprio delle migliori : sovraffollamento, mancanza di lenzuola e coperte, bagni straripanti, materassi sudici e vecchi, oltre a letti rotti. Molte persone aspettano fuori nelle tende o sotto il sole a 35 gradi senza alcun riparo, che si liberino dei posti nel centro. Mentre i rifugiati siriani sono mandati al campo Kara Tepe , secondo quanto riporta Amnesty International, dove attendono per uno o due giorni i documenti che li autorizzano a proseguire verso Atene . Questo campo è lasciato senza organizzazione e si trova in un parcheggio che potrebbe ospitare al massimo 500 persone ma conta oltre le 1.500 presenze per volta. Questo fa si che non vi siano abbastanza bagni, docce e tende. Il cibo viene distribuito dalla polizia e dalle Ong attraverso una piccola coordinazione da parte delle autorità greche. Spetta poi alla Ong Medici Senza Frontiere pensare ai rifiuti e alla pulizia delle docce e dei bagni, si legge nel report di Amnesty. Oltre 70 km di cammino sono costretti a fare i migranti che sbarcano sulla riva nord dell’isola per arrivare al centro di registrazione di Mitilene. Sono solo quattro i bus per il trasporto dei migranti, non sono sufficienti per le centinaia di persone in arrivo ogni giorno. Sotto gli occhi di Amnesty International oltre cento rifugiati siriani e afgani, tra cui bambini e anziani, hanno camminato fino al collasso con temperature di 35 gradi e nella totale assenza dell’aiuto delle autorità greche: sono i turisti, i cittadini locali o gli attivisti a donare loro acqua e cibo. Una volta arrivati a Mitilene i rifugiati devono fare file di almeno 200 persone sotto il sole per essere registrati dalla guardia costiera, riporta Amnesty. Mancano gli interpreti e i medici volontari per le semplici visite di controllo.

 @IreneGiuntella

 

 

 

 

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