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LA NOTIZIA DEL GIORNO

Von der Leyen: Ue e Usa insieme non solo sul clima

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Per Ursula von der Leyen Ue e Stati Uniti devono collaborare per la definizione di norme per l’economia digitale. Ma sulla questione Bruxelles e Washington hanno idee diverse

La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen presso la sede della Commissione europea a Bruxelles, Belgio, 17 febbraio 2021. Aris Oikonomou/Pool via REUTERS

Alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, venerdì, la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha detto che l’Europa e gli Stati Uniti devono unire le forze non soltanto sul clima, per la riduzione delle emissioni di gas serra. Devono anche collaborare alla definizione di norme per l’economia digitale che abbiano una valenza internazionale.

Nel suo discorso von der Leyen ha menzionato il Digital Services Act e il Digital Markets Act, i due pacchetti che racchiudono le proposte di Bruxelles per la trasparenza dei servizi Internet e per la tutela della concorrenza nel settore. E – soprattutto – ha invitato gli “amici americani” a unirsi all’iniziativa, in modo da “creare un regolamento per l’economia digitale che sia valido in tutto il mondo. Un insieme di regole basate sui nostri valori: diritti umani e pluralismo, inclusione e protezione della privacy”.

In realtà, se si parla di digitale, i valori di Bruxelles non coincidono esattamente con quelli di Washington. Anzi: gli Stati Uniti si sono sempre opposti ai tentativi dell’Europa di regolare (e tassare) le compagnie tecnologiche – le cosiddette Gafa: Google, Amazon, Facebook e Apple, tutte americane – che raccolgono grandi quantità di dati dei cittadini europei. Attraverso queste aziende, gli Stati Uniti si garantiscono il mantenimento del loro dominio su Internet. Ma la Cina sta crescendo molto, proponendo standard diversi.

Su quest’ultimo aspetto, invece, le preoccupazioni americane ed europee sono le stesse. Von der Leyen ha detto che “quelli che scrivono le regole globali sono quelli che danno forma al futuro delle loro società. E […] nessuno di noi vuole che la Cina lo faccia per noi”. Dall’altra parte dell’Oceano Atlantico, la nuova amministrazione statunitense di Joe Biden ha intenzione di coordinarsi con gli alleati per definire standard tecnologici condivisi – e filo-americani, ovviamente – per respingere l’espansione cinese.

Biden sta insistendo moltissimo sul “ritorno” dell’America sulla scena internazionale dopo l’isolazionismo di Donald Trump, e in particolare sulla centralità delle relazioni transatlantiche, con l’Europa. Ma cancellare gli ultimi quattro anni, fingere che non siano mai esistiti e che non abbiano prodotto conseguenze, non sarà possibile. Con Trump alla Casa Bianca, infatti, l’Unione europea ha iniziato a muoversi per rendersi più autonoma da Washington – la parola d’ordine è “autonomia strategica”, appunto – e meno appiattita alle sue posizioni. E questo processo non si invertirà con Biden, con il quale il dialogo sarà tuttavia più facile.

Gli Stati Uniti vogliono portare l’Unione europea dalla loro parte nella sfida a Pechino. “Dobbiamo prepararci insieme per una competizione strategica a lungo termine con la Cina” anche in domini relativamente inediti, ha dichiarato Biden: l’intelligenza artificiale, le biotecnologie, il cyberspazio. L’attenzione è alta anche su questioni come la tutela della proprietà intellettuale e le automobili a guida autonoma.

L’amministrazione americana insisterà molto sugli standard per le nuove tecnologie per fare fronte comune con l’Europa contro la Cina. Consapevole che Bruxelles si rivelerà particolarmente ricettiva al tema. Già a dicembre, del resto, l’Unione aveva proposto l’istituzione di un Consiglio sul commercio e la tecnologia (TTC) con gli Stati Uniti.

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L'AUTORE

Marco Dell'Aguzzo

Giornalista, scrive per eastwest, Il Sole 24 Ore e Aspenia. Si occupa di Messico e Nord America.
GUALA