Un mondo diviso da muri e barriere


Sono passati venticinque anni dalla caduta del Muro di Berlino. Costruito nella notte tra il 12 e il 13 agosto del 1961, alto più di tre metri e lungo 155 chilometri, era il simbolo della divisione per antonomasia. La barriera, caduta il 9 novembre del 1989, non solo separava le due parti della capitale tedesca, ma era la divisione politica e culturale dell’Europa e del mondo separato in due blocchi durante la Guerra Fredda.

Sono passati venticinque anni dalla caduta del Muro di Berlino. Costruito nella notte tra il 12 e il 13 agosto del 1961, alto più di tre metri e lungo 155 chilometri, era il simbolo della divisione per antonomasia. La barriera, caduta il 9 novembre del 1989, non solo separava le due parti della capitale tedesca, ma era la divisione politica e culturale dell’Europa e del mondo separato in due blocchi durante la Guerra Fredda.

 German Chancellor Angela Merkel walks along a section of the former Berlin Wall at the memorial in Bernauer Strasse, during a ceremony marking the 25th anniversary of the fall of the Berlin Wall, in Berlin November 9, 2014. REUTERS/Hannibal Hanschke

Oggi, ad un quarto di secolo di distanza, sono ancora molti i muri o le barriere che continuano a separare e ad alimentare tensioni. Dall’Irlanda del Nord all’India, dal Messico alla Corea. Muri o barriere, di cemento o filo spinato, meno conosciuti ma altrettanto spietati.

Le barriere in Irlanda del Nord.

Muri in cemento e mattoni, cancellate con o senza filo di ferro. Sono le “Peace Lines”, le “linee di pace” dell’Irlanda del Nord. Negli anni settanta, nell’apice dei “troubles” – i disordini più pesanti tra la comunità repubblicana irlandese e i lealisti inglesi, in gran parte finiti dopo trent’anni di guerra intestina con l’accordo del venerdì santo (Good Friday Agreement) del 10 aprile del 1998, firmato dal governo britannico ed irlandese e da diversi partiti politici di entrambi gli schieramenti – le barriere che servivano a dividere le due comunità erano 26. Ora sono 88. La maggior parte si trovano a Belfast.

Filo spinato tra l’India e il Pakistan.

Indian Border Security Force (BSF) soldiers patrol over a footbridge near the Line of Control (LoC), a ceasefire line dividing Kashmir between India and Pakistan, at Sabjiyan sector of Poonch district, in this August 8, 2013 file picture. On the 25th anniversary of the fall of the Berlin Wall, there are still barriers separating communities around the world, from the barbed wire fence dividing the two Koreas, the fence around the Spanish enclave of Melilla, to the sectarian Peace Wall in Belfast, the Israel-Gaza barrier and the border separating Mexico from the United States. Picture taken August 8, 2013. REUTERS/Mukesh Gupta/Files

Muri, recinsioni e filo spinato sono la “Linea di controllo” (o il “Muro di Berlino asiatico”) tra Indie a Pakistan. Si estendono per quasi la metà dei 2900 chilometri di confine. Eretti alla fine degli anni ottanta negli stati del Punjab e del Rajastan ufficialmente con la scusa di combattere il terrorismo, i trafficanti di droga e i mercanti di armi, è in realtà la linea che divide i territori controllati dall’India e quelli controllati dal Pakistan nella regione contesa del Kashmir. Quella tra India e Pakistan è una rivalità storica, iniziata nel 1947 quando l’impero britannico ha abbandonato le Indie e i due Stati hanno iniziato a divedersi le proprietà.

Il muro tra Stati Uniti e Messico.

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