Speciale coronavirus dall’Ungheria


Coronavirus in Ungheria: dopo una prima negazione, Orbán ha dichiarato lo stato d'emergenza, con alcune settimane di ritardo rispetto all'Europa. Si spera che l'Ue possa vigilare su un progetto di militarizzazione della crisi. Commento di Stefano Bottoni, storico, docente di Storia dell'Europa Orientale all'Università di Firenze

Coronavirus in Ungheria: dopo una prima negazione, Orbán ha dichiarato lo stato d’emergenza, con alcune settimane di ritardo rispetto all’Europa. Si spera che l’Ue possa vigilare su un progetto di militarizzazione della crisi. Commento di Stefano Bottoni, storico, docente di Storia dell’Europa Orientale all’Università di Firenze

 

Fino a una settimana fa, l’emergenza coronavirus non era percepita dall’Ungheria, anzi, rappresentava un fenomeno lontano. Poi sono arrivati i primi casi: i contagi sono un centinaio, tre le vittime. Ma si pensa che i numeri reali possano essere superiori. La versione ufficiale del Governo è che i primi infettati siano stati studenti iraniani dell’Università di Medicina di Budapest rientrati dall’Iran per studiare a Budapest nel secondo semestre. L’Ungheria ospita moltissimi studenti stranieri nelle Università: alcuni a pagamento, altri con borse di studio.

In un primo momento Viktor Orbán ha fortemente minimalizzato l’emergenza: dapprima ha negato la chiusura dellle scuole, minacciando anche gli insegnanti di ferie non retribuite e di far saltare l’anno a tutti gli studenti, poi è dovuto tornare indietro e cambiare la sua decisione. In seguito, ha compiuto due viaggi: il primo in Moldova, il secondo a Belgrado. Non si conosce la causa dei suoi viaggi; c’è chi dice che sia andato a parlare con fabbriche russe che producono mascherine e respiratori, cercando di sopperire alla mancanza nelle strutture ospedaliere.

Il sistema sanitario ed economico

Il sistema sanitario ungherese è un misto di pubblico e privato, molto vecchio e con scarso personale. Negli ultimi venti anni c’è stato un esodo impressionante di medici e infermieri ungheresi verso l’Europa occidentale, in particolare Germania, Austria e Regno Unito.

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