spot_img

L’ansia americana


Le analisi di politica estera si dividono: c’è chi ritiene che un conflitto tra Stati Uniti e Cina sia inevitabile e chi pensa che sia possibile individuare strumenti e meccanismi che evitino un’escalation

Martino Mazzonis Martino Mazzonis
Giornalista e ricercatore, è autore di Come cambia l’America (con Mattia Diletti e Mattia Toaldo, 2009) e di Tea party (con Giovanni Borgognone, 2011).

Le analisi di politica estera si dividono: c’è chi ritiene che un conflitto tra Stati Uniti e Cina sia inevitabile e chi pensa che sia possibile individuare strumenti e meccanismi che evitino un’escalation

L’invasione dell’Ucraina e la visita (inopportuna) di Nancy Pelosi a Taiwan hanno contribuito a peggiorare lo stato delle relazioni tra Stati Uniti e Cina. Alla radice di questo peggioramento sono l’ossessione/preoccupazione americana per l’ascesa cinese e la conseguente e inevitabile condivisione del ruolo di leader planetario, la crescente assertività di Pechino sotto la guida di Xi Jinping volta a dare alla Cina quel che considera il suo posto nel mondo. Non condannando l’invasione di un paese da parte russa, Pechino sceglie la strada dell’ambiguità, mentre gli Usa vedono nella guerra una finestra per ricostruire legami che stavano perdendo di significato e ridefinire la propria leadership di uno schieramento che si vorrebbe democratico e anti-autoritario. L’Ucraina diviene l’occasione per rilanciare la sfida e ridefinire o testare le alleanze.

Questo contenuto è riservato agli abbonati

Abbonati per un anno a tutti i contenuti del sito e all'edizione cartacea + digitale della rivista di geopolitica

Abbonati ora €45

Abbonati per un anno alla versione digitale della rivista di geopolitica

Abbonati ora €20

- Advertisement -spot_img