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LA NOTIZIA DEL GIORNO

Usa: ecco le sanzioni alla Russia

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Biden ha sanzionato società e funzionari russi accusati di aver partecipato agli attacchi hacker dei mesi scorsi. Ma dietro le sanzioni, quache accordo con Mosca Washington vorrebbe raggiungerlo

Il Presidente russo Vladimir Putin in video-conferenza a Novo-Ogaryovo, fuori Mosca, Russia, 15 aprile 2021. Sputnik/Alexei Druzhinin/Cremlino via REUTERS

Prima un (mezzo) ramoscello d’ulivo, poi il bastone. Martedì il Presidente americano Joe Biden ha infatti telefonato all’omologo russo Vladimir Putin e, tra le altre cose, gli ha proposto un incontro in un Paese terzo per discutere delle tensioni bilaterali. Poi però, giovedì, gli Stati Uniti hanno imposto delle sanzioni alla Russia. E non delle sanzioni simboliche, ma significative dal punto di vista economico: sono le prime di questo tipo da anni, ha scritto il Washington Post.

In cosa consistono le sanzioni

Le sanzioni sono la risposta agli attacchi informatici russi dei mesi scorsi e in particolare per quello noto come SolarWinds, partito dall’omonima società texana ed estesosi a nove agenzie governative e a centinaia di aziende statunitensi: il Presidente di Microsoft, Brad Smith, lo aveva definito il più grande e sofisticato attacco hacker di sempre. Washington accusa inoltre Mosca di aver interferito nella campagna elettorale americana del 2020 con l’obiettivo di favorire la vittoria di Donald Trump, e di aver incoraggiato i talebani ad assassinare i soldati statunitensi e alleati in Afghanistan.

L’amministrazione Biden ha sanzionato sei società russe accusate di aver partecipato agli attacchi hacker, trentadue entità che hanno realizzato le campagne di disinformazione ed espellerà dieci funzionari dell’intelligence russa presenti in territorio americano.

Oltre a questo – e forse soprattutto –, le sanzioni colpiranno tutti i titoli di debito emessi dalla Russia dopo il prossimo 14 giugno, proibendo alle istituzioni finanziarie americane di acquistare le obbligazioni emesse dal Ministero delle Finanze russo o dalla banca centrale di Mosca. In questo modo, la Russia farà più difficoltà a raccogliere capitali sui mercati internazionali e a finanziarsi.

La politica estera dietro le sanzioni

Oltre a colpire direttamente la Russia, gli Stati Uniti vogliono che i Governi in Europa e i membri della Nato si accodino alla mossa, anche senza necessariamente imporre sanzioni a loro volta. La volontà di compattare gli alleati europei – e soprattutto la Francia e la Germania – contro Mosca è un obiettivo che l’amministrazione Biden ha iniziato a perseguire praticamente da subito, impostando una precisa narrazione del Cremlino culminata con la famosa dichiarazione riguardo Putin “assassino”.

Per convincere i Paesi più reticenti ad allinearsi, l’America sta descrivendo la Russia come un attore omicida e maligno, che avvelena gli oppositori, insinua la sicurezza nazionale e manipola i processi democratici, con il quale non si possono e non si devono fare accordi.

Un approccio coerente

Qualche accordo, in realtà, Washington vorrebbe raggiungerlo con Mosca. Limitando però la cooperazione bilaterale a quelle poche aree dove è possibile soddisfare l’interesse americano: il contrasto ai cambiamenti climatici, per esempio, oppure la riduzione delle armi nucleari (il trattato New START).

Con la telefonata a Putin, Biden voleva segnalare proprio questa (ristretta) disponibilità. E nel contempo ha precisato – di fatto anticipando le sanzioni – che gli Stati Uniti avrebbero risposto alle azioni della Russia e che difendono l’integrità territoriale dell’Ucraina, dove il rafforzamento militare russo al confine ha fatto alzare le tensioni. Non c’è incoerenza, dunque, tra l’invito all’incontro e l’imposizione di misure punitive; quelle di giovedì, peraltro, non sono le prime volute da Biden.

Sulla possibilità di un vertice Biden-Putin, il Cremlino ha detto mercoledì che la cosa dipenderà da come si comporteranno gli Stati Uniti, facendo comunque intendere che non sarebbe stato imminente. Ieri Mosca ha detto che, dopo le sanzioni, una risposta è “inevitabile” e ha convocato l’ambasciatore statunitense.

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L'AUTORE

Marco Dell'Aguzzo

Giornalista, scrive per eastwest, Il Sole 24 Ore e Aspenia. Si occupa di Messico e Nord America.
GUALA
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