Stati Uniti, inizia finalmente l’era Biden


Trump autorizza la transizione dei poteri, accettando di collaborare col team del Presidente eletto. Biden annuncia le sue scelte: molti i volti già appartenenti all’amministrazione Obama

Trump autorizza la transizione dei poteri, accettando di collaborare col team del Presidente eletto. Biden annuncia le sue scelte: molti i volti già appartenenti all’amministrazione Obama

Il Presidente eletto degli Stati Uniti Joe Biden tiene una riunione in videoconferenza con i membri della Conferenza dei Sindaci degli Stati Uniti nella sua sede di transizione a Wilmington, Delaware, Stati Uniti, 23 novembre 2020. REUTERS/Joshua Roberts

La nuova amministrazione democratica può ufficialmente prendere parte alla gestione degli affari correnti in seno al Governo statunitense. Con la lettera inviata al Presidente eletto Joe Biden da Emily W. Murphy, responsabile del General Service Administration, si annuncia formalmente l’inizio del processo di transizione, nonostante i continui tentativi da parte di Donald Trump nel dichiarare frodi elettorali in quelli che erano Stati in bilico.

Il contenuto della lettera

Murphy sottolinea che è sua responsabilità, in base alla legge, rendere disponibili una serie di documenti per assistere la transizione presidenziale, evidenziando che in quanto professionista “ha dedicato la sua vita al servizio del pubblico, sempre con l’obiettivo di fare ciò che è giusto”. La questione è stata fortemente politicizzata, tanto che Murphy, nel suo ruolo di Administrator, spiega che “la sua decisione è stata presa in maniera del tutto autonoma, senza pressioni o favoritismi”.

Quello della Murphy è un ragionamento strettamente giuridico, che le impone di specificare che non è il Gsa, l’ente da lei diretto, a decidere il vincitore delle elezioni bensì altri organi competenti. Infatti, chiede che il Congresso valuti un emendamento che possa chiarire del tutto la procedura da seguire nella fattispecie, per evitare che l’intervento del General Service Administration possa essere ritenuto di parte.

“Non ho ricevuto direttive sul ritardare la mia decisione. Ciononostante — afferma Murphy — ho ricevuto minacce online, telefoniche e via email per la mia persona, la mia famiglia, il mio staff, persino contro i miei animali, con l’obiettivo di obbligarmi a non prendere questa decisione ritenuta prematura. Nonostante le migliaia di minacce ricevute, mi rimetto al volere della legge”.

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