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Vaccini, appello dell’Oms: stop alla terza dose, precedenza ai Paesi in difficoltà


Il direttore generale dell'Oms Ghebreyesus: non possiamo accettare che poche nazioni più ricche abbiano già usato la maggior parte dei sieri disponibili.

Le Nazioni Unite e l’Organizzazione Mondiale della Sanità lo ripetono fin dai primi mesi di pandemia: senza equità nella vaccinazione non ci sarà un’uscita nel breve periodo dalla crisi. Eppure, gli appelli delle principali organizzazioni internazionali non vengono ascoltati dagli Stati. Specie da parte di quelli industrializzati che, con la diffusione della variante Delta, pensano già ai boosters shots, le terze dosi per prolungare l’efficacia dei vaccini.

Il quadro complessivo è drammatico per i Paesi in via di sviluppo. Secondo i dati rilasciati dall’Oms, a maggio le nazioni ricche avevano già somministrato 50 vaccini ogni 100 persone, ora quasi il doppio. Nel frattempo, le realtà povere sono arrivate solamente a 1.5 dosi inoculate ogni 100 individui. “Abbiamo bisogno di un cambiamento urgente: i vaccini devono andare verso le nazioni a basso reddito”, ha affermato il Direttore Generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus. “Capisco le preoccupazioni dei Governi nel voler proteggere le persone dalla variante Delta, ma non possiamo accettare che poche nazioni abbiano già usato la maggior parte dei sieri disponibili”.

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