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ITALIA CHIAMA EUROPA

Il vaccino ci salverà 

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Tredici milioni i vaccinati nel mondo, di cui 9 milioni in Cina e Stati Uniti. In Europa guida la Germania (200mila vaccinati), ma l’Italia sta recuperando posizioni (seconda, con 90mila vaccinati). Strano flop francese, con soli 350 vaccinati

Il capo del dipartimento di vaccinazione dell’ASST Cremona prepara un vaccino Pfizer/BioNTech Covid-19 a Cremona, 27 dicembre 2020. Piero Cruciatti/Pool tramite REUTERS

Dopo il V-day dello scorso 27 dicembre, prosegue in tutta Italia la distribuzione del vaccino prodotto da Pfizer-BioNTech, l’unico attualmente approvato dall’Agenzia Europea del Farmaco.

Abbiamo da poco superato i 90mila vaccinati in tutto il Paese, anche se ogni regione gestisce autonomamente le operazioni e le proprie priorità.

Le vaccinazioni in Italia

Stando ai dati del portale dell’AIFA (qui il link), aggiornato in tempo reale, è la Lombardia la regione italiana con il maggiore numero di dosi ricevute (80.595). La somministrazione però è in netto ritardo rispetto ad altre regioni, solo 3mila le persone vaccinate (3% delle dosi consegnate, contro una media delle altre regioni superiore al 15%), con buona pace dell’eccellenza sanitaria lombarda, la vera sorpresa negativa di questa crisi pandemica. Le regioni più virtuose sono al momento il Lazio (38%) e la provincia autonoma di Trento (inarrivabile 45% delle somministrazioni effettuate).

La fascia d’età più vaccinata è tra i 50 e i 59 anni: le dosi di vaccino sono state somministrate per la maggior parte agli operatori sanitari e socio-sanitari, seguono il personale non sanitario e gli ospiti delle Rsa.

Le vaccinazioni in Europa e nel mondo

Nel mondo, la Cina è in testa per numero di persone vaccinate: 5 milioni. Seguono gli Stati Uniti (4,5 milioni) e Israele e Regno Unito, con un milione a testa (e poi la Russia, appena sotto).

Israele è il Paese al mondo che, in percentuale, ha vaccinato il maggior numero di abitanti, già con entrambe le dosi del vaccino Pfizer-BioNTech somministrate, su una popolazione di 9 milioni (vaccinato quindi già il 12% della popolazione).

In Europa, corre la Danimarca (si fa per dire, se confrontiamo i suoi 35mila vaccinati, appena lo 0,6% dei 6 milioni di abitanti, con Israele), mentre i Paesi Bassi sono ancora al palo: nessuna vaccinazione ancora effettuata, con le opposizioni che rumoreggiano.

Il caso del Regno Unito

Diverso il caso della Gran Bretagna, dove la somministrazione è iniziata prima che nel resto d’Europa. La Medicines and Healthcare products Regulatory Agency (MHRA) ha dato il semaforo verde sia al vaccino Pfizer sia, unico Paese occidentale, a quello AstraZeneca, un vaccino che costa meno ed è molto più facile da conservare, su cui diversi Paesi europei, tra cui l’Italia, hanno puntato moltissimo.

Questo vaccino, sviluppato dall’Università di Oxford, ha riscontrato però diversi problemi in fase di sperimentazione e non è stato ancora autorizzato né della Food and Drug Administration americana né dall’EMA.

Per essere precisi, onde non fornire alibi alla follia nichilista dei no vax, i problemi riscontrati in sede di verifica di quest’ultimo vaccino non si riferiscono ad eventuali effetti collaterali, bensì alla sua efficacia che, in una prima fase, sembra non abbia superato il 60% di copertura, contro il 96% del vaccino Pfizer. Londra lo ha infatti approvato con riserva: significa che le autorità inglesi preferiscono correre il rischio di una eventuale copertura parziale, che ritengono inferiore a quello che stanno correndo in queste settimane di straordinaria aggressività della variante di Covid che sta diffondendosi a macchia d’olio in tutto il Paese.

Il caso della Francia

Una menzione, infine, merita la Francia, con soli 350 vaccinati (avete letto bene: 350, non 350mila!). La spiegazione è complessa e riunisce verosimilmente argomenti politici e psico-sociali: tra i primi, va annoverata certamente una certa indulgenza del Governo transalpino ad attendere la maturazione del vaccino francese Sanofi, che però non sarà pronto prima della prossima estate. Prevalente sembra però la motivazione psicologica: i Francesi scontano la maggiore diffusione al mondo di vaccino-scettici, figlia di un razionalismo in questo caso troppo cervellotico. Incredibile e preoccupante… attendiamo con ansia spiegazioni più convincenti dai nostri amici d’Oltralpe…

Resta evidente che, con l’andamento del contagio, che non flette come tutti avremmo sperato, l’uscita dal tunnel pandemico ci sarà garantito solo dal vaccino. E allora, avanti tutta!

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L'AUTORE

Giuseppe Scognamiglio

Giuseppe Scognamiglio, nato a Napoli il 16 luglio 1963. Diplomatico, Manager, Giornalista, Professore. Direttore della rivista eastwest
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