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Vecchie e nuove periferie si reinventano tra Irlanda, Spagna e America Latina


Cosa hanno in comune la cinta urbana di Montevideo, dove gli ultras del Peñarol  trasformano un anonimo tratto autostradale in una variopinta dichiarazione di orgoglio per una nazione immaginaria all’interno di quella ufficiale, una periferia povera di Panama mutata in attrazione turistica dalla testardaggine di centinaia di abitanti armati di pennelli e di vernice, la creazione di giardini temporanei in aree dimenticate del centro storico di Dublino, l’attivismo civico nelle zone svantaggiate della Spagna, dove i segni della crisi del 2008-2010 lasciano spazi una volta reclamati senza interruzioni dalle aziende private?

Cosa hanno in comune la cinta urbana di Montevideo, dove gli ultras del Peñarol  trasformano un anonimo tratto autostradale in una variopinta dichiarazione di orgoglio per una nazione immaginaria all’interno di quella ufficiale, una periferia povera di Panama mutata in attrazione turistica dalla testardaggine di centinaia di abitanti armati di pennelli e di vernice, la creazione di giardini temporanei in aree dimenticate del centro storico di Dublino, l’attivismo civico nelle zone svantaggiate della Spagna, dove i segni della crisi del 2008-2010 lasciano spazi una volta reclamati senza interruzioni dalle aziende private?

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