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Verso il 4 giugno, 25 anni da Tiananmen 1989


Quest’anno si celebrano i venticinque anni dal 4 giugno 1989, un momento di svolta nella recente storia cinese, ancora al centro di riflessioni e analisi. In Cina se ne parla poco, ma se ne parla, specie negli ambienti accademici e all’interno del Partito. Si cerca di comprendere cosa realmente accadde e come evitare, da parte del Pcc, che possa accadere di nuovo. Nel frattempo chiunque provi pubblicamente a parlarne, in incontri o sui giornali, viene arrestato.

Quest’anno si celebrano i venticinque anni dal 4 giugno 1989, un momento di svolta nella recente storia cinese, ancora al centro di riflessioni e analisi. In Cina se ne parla poco, ma se ne parla, specie negli ambienti accademici e all’interno del Partito. Si cerca di comprendere cosa realmente accadde e come evitare, da parte del Pcc, che possa accadere di nuovo. Nel frattempo chiunque provi pubblicamente a parlarne, in incontri o sui giornali, viene arrestato.

 

 

La questione non è per niente semplice, il 1989 fu un anno fondamentale, non solo per la Cina. Quanto accadde nelle principali città cinesi, la protesta studentesca, il tentativo di unire alle proteste le rivendicazioni dei settori lavorativi, rimane ancora oggi un argomento molto complesso. Ci furono errori nella gestione della piazza, spaccature tra studenti, trattative con un Partito su cui tornò a comandare con il pugno di ferro un vecchio Deng Xiaoping, che decise infine per l’intervento militare.

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