Conte: Italia pilastro per nuova Commissione Ue


Ma all’incontro al Consiglio Europeo con i leader che rappresentano le tre grandi famiglie politiche europee ci escludono

Il Presidente eletto della Commissione Europea Ursula Von der Leyen abbraccia il Presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk durante il secondo giorno del vertice dei leader dell'Unione Europea a Bruxelles, Belgio 18 ottobre 2019. Aris Oikonomou/Pool via REUTERS

Ma all’incontro al Consiglio Europeo con i leader che rappresentano le tre grandi famiglie politiche europee ci escludono

BRUXELLES – Nel grande gioco per dare il calcio d’inizio alla nuova Commissione Europea l’Italia non sarebbe stata coinvolta in alcun modo. E questo, nonostante il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, da Bruxelles, abbia ricordato che il ruolo dell’Italia (con grillini e Pd) sia stato determinante per il voto a favore della Ursula von der Leyen, poi adeguatamente ricompensato con un incarico di prestigio nella Commissione (Gentiloni agli Affari economici) e un italiano (Fabio Panetta) nel board della Bce.

Il voto dell’Europarlamento sull’intero collegio dei commissari era previsto per il 23 ottobre ma la bocciatura dei commissari di Francia, Romania e Ungheria ha rimesso tutto in discussione. In particolare la bocciatura della francese Sylvie Goulard, liberale (quindi appartenente alla maggioranza dell’Europarlamento) sarebbe dovuta alla ritorsione del Ppe contro la scelta del Presidente francese Emmanuel Macron di far saltare il meccanismo degli spitzenkanditaten penalizzando il tedesco Ppe Weber.

Ora il voto è rimandato e resta in carica almeno fino a tutto novembre la vecchia Commissione Juncker. Per cercare di affrettare i tempi della composizione del collegio dei commissari e del successivo voto, venerdì 18 ottobre si è tenuta, a margine del Consiglio Europeo, una colazione di lavoro tra i leader Ue che rappresentano le tre grandi famiglie politiche europee: popolari, socialisti e liberali. Presenti, oltre alla von der Leyen, i premier di Francia (Emmanuel Macron), Paesi Bassi (Mark Rutte), Belgio (Charles Michel), Spagna (Pedro Sánchez), Portogallo (António Costa), Germania (Angela Merkel), Croazia (Andrej Plenkovic) e Lettonia (Arturs Krisjanis Karinis).

“Cosa è successo al Parlamento? C’è stato un regolamento di conti fra le famiglie politiche”, ha ammesso senza tanti giri di parole il Presidente francese Emmanuel Macron. “Bisogna calmare gli animi” – ha aggiunto – “questo tema è stato strumentalizzato e utilizzato politicamente.”

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