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ITALIA CHIAMA EUROPA

Il Papa in Cina

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Si avviano colloqui serrati tra Santa Sede e Pechino per programmare una storica visita di Bergoglio in Cina

“Papa, la Cina ti aspetta!”

Erano moltissimi i pellegrini cinesi giunti in Thailandia per incontrare Papa Bergoglio nel suo recente viaggio apostolico. Tra i 18mila fedeli accorsi presso la parrocchia di St. Peter, nel distretto di Sam Phran, la presenza cinese era nutritissima, un’attesa di ore per poter vedere il Pontefice.

Forse quei pellegrini non dovranno attendere a lungo. Secondo quanto riporta il quotidiano cinese Global Times, la Santa Sede e Pechino starebbero organizzando la visita del Papa in Cina. La fonte dell’indiscrezione sarebbe il vescovo Marcelo Sánchez Sorondo, cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali.  

Bergoglio ha più volte espresso il desiderio di visitare il Paese e proprio nel suo ultimo viaggio in Giappone e Thailandia lo ha ribadito: “Mi piacerebbe andare a Pechino, io amo la Cina”. Alla dichiarazione del Papa, la risposta cinese non si è fatta attendere tramite le parole del portavoce del Ministro degli Esteri cinese, Geng Shuang, che ha dichiarato di guardare “con apertura agli scambi reciproci con il Vaticano”.

I cattolici in Cina sono stimati tra i 10 e i 12 milioni, comunque in diminuzione. Nell’ex impero celeste esistono due Chiese cattoliche: una ufficiale, i cui vescovi sono nominati dal Partito comunista, e una seconda, clandestina, non riconosciuta dalle autorità cinesi e vittima di persecuzioni.

Il viaggio di Bergoglio avrebbe una portata storica. Per la chiesa sarebbe l’occasione di raggiungere dei fedeli al momento irraggiungibili e di provare a diffondere in quelle terre lontane il proprio messaggio. Per Pechino, sarebbe un avvicinamento importante con l’organizzazione religiosa più importante al mondo, nel momento in cui subisce attacchi per la gestione delle minoranze e per la scarsa tutela dei diritti umani.

La politica estera inclusiva di Papa Bergoglio cerca di segnare il gol più importante. Sottolineerei l’interesse parallelo di Santa Sede, Ue e Italia a riempire il vuoto che stanno lasciando gli Stati Uniti negli scenari di crisi e nei contesti internazionali multilaterali: tutti siamo alla ricerca di partnership alternative, e la Cina risulta il pianeta alternativo con il quale aprire un dialogo.

@GiuScognamiglio

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