L’Ue vuole rendersi autonoma da Visa e MasterCard


L'Unione europea sta cercando di ridurre la dipendenza dalle tecnologie statunitensi anche per i servizi di pagamento, promuovendo l’internazionalizzazione dell’euro

Marco Dell'Aguzzo Marco Dell'Aguzzo
Giornalista, scrive per eastwest, Il Sole 24 Ore, il manifesto, Vanity Fair, Aspenia e Start Magazine. Si occupa di energia e di affari nordamericani.

L’Unione europea sta cercando di ridurre la dipendenza dalle tecnologie statunitensi anche per i servizi di pagamento, promuovendo l’internazionalizzazione dell’euro

La ricerca dell’Unione europea di un’autonomia dalle tecnologie statunitensi passa anche per i servizi di pagamento. A dividersi questo mercato europeo, infatti, sono due sole società, entrambe americane: Visa e MasterCard. I dati più recenti, del 2016, mostrano che oltre i due terzi dei pagamenti tramite carta effettuati nel blocco sono riconducibili ai loro circuiti.

Ridurre il peso degli Stati Uniti nel settore permetterebbe allora a Bruxelles sia di rafforzare l’industria finanziaria domestica, sia di portare sotto il suo controllo – e sottoporli così alle proprie regole sul trattamento e la privacy – grandi quantità di dati personali.

L’Iniziativa europea sui pagamenti

Già a luglio dell’anno scorso alcune delle banche principali dell’eurozona si sono riunite nell’Iniziativa europea sui pagamenti (EPI): ne fanno parte istituti come UniCredit, Deutsche Bank, BNP Paribas e ING. L’obiettivo è quello di istituire una “soluzione unificata” utilizzabile in tutta Europa e creare un “nuovo standard” nelle modalità di pagamento digitale nei negozi, online e peer-to-peer; nel prelievo di contanti; nelle transazioni internazionali.

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