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ITALIA CHIAMA EUROPA

Il rilancio del Wto: il ruolo dell’Ue

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Ngozi Okonjo-Iweala dovrà lavorare sul ripristino dell’organo decisionale bloccato dagli Usa, l’Appellate Body. Intanto, l’Europa si tutela

La neo Presidente dell’Organizzazione mondiale del commercio Ngozi Okonjo-Iweala parla durante un’intervista con Reuters a Potomac, Maryland, Stati Uniti, 15 febbraio 2021. REUTERS/Joshua Roberts

È stata eletta per consenso la nuova Direttrice Generale dell’Organizzazione mondiale del commercio, Ngozi Okonjo-Iweala, esperta diplomatica nonché economista che ha lavorato a lungo nelle organizzazioni internazionali. La dottoressa Okonjo-Iweala terminerà il suo mandato, rinnovabile, nel 2025, e in questi anni dovrà far fronte alle gravi problematiche in seno al Wto. Su tutte, il rinnovo dell’organismo preposto alla gestione delle dispute tra i membri dell’organizzazione, l’Appellate Body.

L’Ue si tutela: nuova legislazione sul commercio

Il periodo trumpiano ha del tutto affossato il multilateralismo, così come la funzionalità dell’Omc — massima espressione del lavoro congiunto tra i Paesi della comunità internazionale — boicottando l’elezione dei nuovi giudici. Anche per questo motivo, l’Unione europea ha deciso di correre ai ripari: ribadendo piena fiducia negli organismi internazionali e multilaterali, l’Ue ora si è dotata della facoltà legislativa di tutelarsi laddove ci fossero mancanze da parte di un partner commerciale nell’espletamento degli accordi.

In poche parole, in assenza di un organismo che possa valutare le diatribe, Bruxelles ha varato una normativa che aggiorna il Trade Enforcement Regulation, espandendo le contromisure sia a livello commerciale che di tutela della proprietà intellettuale. Quello che avviene fin dal blocco dell’organismo giudiziale del Wto porta il Paese in difetto al prosieguo dell’atteggiamento irregolare semplicemente appellandosi al report di un panel. L’Unione europea si è trovata così coinvolta in dispute che l’hanno vista subire le pratiche negative dell’altra parte proprio perché in attesa di un giudizio dell’Appellate Body, che non verrà riattivato finché l’impasse sulla nomina dei nuovi giudici non sarà sbloccata.

Le dichiarazioni della Commissione

Valdis Dombrovskis, vice Presidente esecutivo e Commissario al commercio, ha spiegato che “l’Unione Europea dev’essere capace di difendersi contro le pratiche commerciali inique. Queste nuove regole ci aiuteranno a proteggerci da coloro i quali cercano di approfittare della nostra apertura. Continueremo a lavorare verso la nostra preferenza, ovvero una riforma per un funzionante sistema multilaterale con un efficace organo per la risoluzione delle dispute. Ma non possiamo permetterci di stare indifesi nel frattempo. Queste misure ci permetteranno di rispondere in maniera risoluta e senza esitazioni”.

Seguendo le linee politiche espresse dalla Presidente Ursula von der Leyen, l’obiettivo è quello di far rispettare gli impegni presi con i partner commerciali. Così, verrà rafforzato il focus sui Paesi che commerciano con l’Europa per l’osservanza degli accordi di carattere multilaterale, regionale e bilaterale, sfruttando una serie di nuovi strumenti, partendo dalla possibilità dell’Ue di poter rispondere anche in mancanza di una sentenza dell’Appellate Body del Wto, sospendendo — come spiegato nella modifica al regolamento sul rispetto delle norme sul trade — “in tempi rapidi le concessioni o altri obblighi derivanti dagli accordi commerciali internazionali”.

Ora la speranza è un ritorno alla normalità, anche con l’avvento dell’amministrazione democratica a guida Joe Biden, che ha permesso che si superasse il primo degli ostacoli del Wto: la nomina della dottoressa Okonjo-Iweala. La nuova Direttrice avrà il compito di velocizzare l’elezione dei nuovi giudici dell’Appellate Body, che permetterebbe una ripresa fiduciosa — da tutte le parti — degli accordi commerciali, sicuri che un organo terzo possa giudicare in caso di dispute.

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L'AUTORE

Matteo Meloni

Giornalista, si occupa di politica internazionale, comunicazione e giornalismo d’impresa. Collabora con eastwest e con il sito d’informazione Corriere dell’Economia.
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