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Xi Jinping e l’Ucraina


Dopo i primi commenti - decisamente cauti - di Pechino, ieri è arrivata la telefonata tra il Presidente cinese Xi Jinping e quello americano Obama. Nel corso della conversazione il leader cinese avrebbe chiesto a Obama - e nel corso di un’altra telefonata avrebbe ribadito il concetto anche alla cancelliera Merkel - di cercare in ogni modo «una soluzione politica» in Ucraina.

Dopo i primi commenti – decisamente cauti – di Pechino, ieri è arrivata la telefonata tra il Presidente cinese Xi Jinping e quello americano Obama. Nel corso della conversazione il leader cinese avrebbe chiesto a Obama – e nel corso di un’altra telefonata avrebbe ribadito il concetto anche alla cancelliera Merkel – di cercare in ogni modo «una soluzione politica» in Ucraina.

Un segnale per l’Occidente, ma a parole, capace cioè di non irrigidire Mosca.

Il messaggio del numero uno pechinese ha diversi livelli di interpretazione. In primo luogo è una chiara discesa di Pechino nell’arena diplomatica. La Cina, presa dall’assemblea nazionale prima e dall’attentato terroristico di Kunming poi, ha lasciato passare un po’ di giorni prima di entrare a pieno titolo nella vicenda ucraina. Quando Xi Jinping parla di «sogno cinese» allude anche a questo: a una posizione di Pechino tra quelle che «contano», anche nelle questioni internazionali. Siamo però di fronte ad un enigma per la Cina: la Russia è considerato un paese amico (Xi ha fatto il suo primo viaggio a Mosca, per chiudere il conto del gas). Ma allo stesso tempo la Cina – e secondo molti osservatori è un limite della leadership – legge tutto quanto accade nel mondo con una lente «interna».

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