Zambia, già iniziata la lotta per la successione a Sata


Nelle ultime settimane, lo Zambia è stato al centro dell’attenzione dei media africani per le celebrazioni del suo cinquantesimo anniversario dell’indipendenza e soprattutto per la scomparsa del suo presidente Michael Sata, leader del Patriotic Front (PF, il partito al potere), vicino ai sindacati e noto per la sua politica contro le multinazionali cinesi, che gestiscono molte delle miniere di rame del Paese.

Nelle ultime settimane, lo Zambia è stato al centro dell’attenzione dei media africani per le celebrazioni del suo cinquantesimo anniversario dell’indipendenza e soprattutto per la scomparsa del suo presidente Michael Sata, leader del Patriotic Front (PF, il partito al potere), vicino ai sindacati e noto per la sua politica contro le multinazionali cinesi, che gestiscono molte delle miniere di rame del Paese.

Zambia's Vice President Guy Scott (L) listens as U.S. President Barack Obama (not pictured) speaks, at the first Leaders' Session of the U.S.-Africa Leaders Summit, at the State Department in Washington, in this August 6, 2014 file picture. Zambian Vice President Guy Scott has been named the interim leader of Africa's second-largest copper producer, a government minister said on October 29, 2014, a day after President Michael Sata died in London aged 77. Zambia will hold a presidential election to choose a permanent successor to Sata within three months, defence minister Edgar Lungu said. REUTERS/Larry Downing/Files

Nell’ex colonia britannica convivono 73 differenti gruppi etnici neri bantu, pari a circa il 97% dei 14 milioni e mezzo dei suoi abitanti, mentre i bianchi sono solo il 2%. Un dato importante da rilevare perché dopo la scomparsa di Sata, lo Zambia è guidato da Guy Scott, il primo bianco a detenere il potere in uno Stato africano, dopo la presidenza di Frederik De Klerk in Sudafrica, che vent’anni fa sancì la fine dell’apartheid.

Scott, subentrato a Sata lo scorso 30 ottobre, resterà in carica in attesa di tenere nuove elezioni nei novanta giorni successivi alla scomparsa del presidente, ma non potrà candidarsi perché i suoi genitori, originari di Glascow, non sono nati in Zambia e la Costituzione impone che solo uno zambiano con entrambi i genitori nati nel Paese possa essere nominato presidente.

Come aveva previsto l’Economist , lo Zambia ha accolto favorevolmente la nomina di Scott come presidente ad interim, dimostrando un marcato contrasto con i vicini Sudafrica e Zimbabwe, dove le questioni razziali sono ancora al cento di tensioni politiche e sociali. Basti considerare, che le alte sfere dell’African National Congress siano oggi appannaggio quasi esclusivo dei neri, nonostante l’apparente impegno del movimento politico di non cedere a forme di razzismo.

Martin Plaut, ricercatore presso l’Istituto di Studi del Commonwealth dell’Università di Londra, sul New Statesman ha elogiato lo Zambia commentando che il suo esempio dovrebbe essere seguito non solo da Sudafrica e Zimbabwe, ma anche dai tanti Paesi africani che ancora demonizzano la figura dei “colonizzatori” bianchi.

Accoglienze favorevoli a parte, pur non potendosi candidare per la presidenza, Scott ha dato subito inizio alla lotta per la successione al presidente Michael Sata, senza neanche aspettare le esequie.

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