Zombie, cellulari e le elezioni alle porte


Non è più raro ormai salire su un treno o una metropolitana e assistere al seguente spettacolo: un passeggero sale, si siede – o nel caso di grande affluenza, rimane in piedi – si rilassa, tira fuori dalla tasca il suo smartophone e non ne stacca più gli occhi fino alla fine del suo viaggio.

Non è più raro ormai salire su un treno o una metropolitana e assistere al seguente spettacolo: un passeggero sale, si siede – o nel caso di grande affluenza, rimane in piedi – si rilassa, tira fuori dalla tasca il suo smartophone e non ne stacca più gli occhi fino alla fine del suo viaggio.

Tokyo, Japan A girl looks at her mobile phone outside Harajuku Station in Tokyo, March 15, 2007. REUTERS/Kevin Coombs

Le principali metropoli (ma forse anche le città più piccole) del pianeta sono sempre più un covo di “zombie” al cellulare.

Secondo un recente articolo dell’agenzia France-Presse, Tokyo sarebbe una delle città nel mondo in cui si avverte sempre di più l’urgenza di fare qualcosa per prevenire gli incidenti a causa di disattenzioni dovute alla crescente dipendenza da smartphone.

In quattro anni fino al 2013, riporta l’articolo, 122 malcapitati hanno dovuto essere trasportati in ospedale a causa di incidenti provocati da pedoni al cellulare. Secondo un responsabile dei vigili del fuoco della capitale giapponese, questo genere di eventi costituisce oltre il 40 percento dei casi di incidenti legati all’uso del telefono.

E i numeri sono destinati a gonfiarsi: secondo i dati dell’agenzia pubblicitaria e di PR Hakuhodo riportati dal sito eMarketer, quasi la metà dei giapponesi a fine 2013 era in possesso di uno smartphone. La crescita è stata piuttosto rapida: nel febbraio del 2011, solo il 5,3 per cento degli utenti internet giapponesi ne aveva uno. A giugno 2013, la percentuale era al 43,1.

Non si tratterebbe solo dei salary-man – gli impiegati in giacca e cravatta simbolo del sistema produttivo giapponese – ma anche studenti abituati a fare il tratto da casa a scuola a piedi.

Con grande cruccio dei responsabili CSR delle compagnie telefoniche del Sol Levante. Interpellato da AFP e Jiji Press, Hiroshi Suzuki, responsabile CSR della NTT Docomo, ha spiegato che la situazione “non è sicura” per i clienti della compagnia – soprattutto per quelli junior.

L’aumento del numero di smartphone non è passato inosservato al partito di governo, il Partito liberaldemocratico (Pld) del premier Shinzō Abe. Sfruttando la popolarità del primo ministro, a giugno dello scorso anno, il Pld annunciava sul suo sito l’uscita di una app per smartphone – a chi interessasse, è disponibile versione iOs e Android – chiamata “AbePyon” (un traduzione approssimativa, in italiano può essere “AbeBoing”).

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