Noto rappresentante dell’arte contemporanea mondiale, William Kentridge è nato a Johannesburg nel 1955. Versatile, ironico, internazionale nel suo lavoro unisce politica e poetica con grande potenza, cercando quindi attraverso l’arte di inviare dei veri “messaggi”.


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Famiglia di avvocati di origine ebraico-lituane dediti alla difesa delle vittime dell’apartheid, Kentridge vive con uno spiccato senso politico-sociale e rappresenta idealmente la grande volontà di riscatto dell’Africa.

Esattamente il 21 aprile del 2016, in onore del Natale di Roma, ha fatto molto parlare di sé presentando un progetto che rimarrà nella memoria:

“Triumphs & Laments: a project for Rome” ispirato alla storia millenaria della città eterna e realizzato sui muraglioni di Lungotevere, nel tratto fluviale tra Ponte Sisto e Ponte Mazzini. Si tratta di un fregio monumentale di 550 metri costruito “al contrario” e cioè grazie alla pulitura della patina biologica nera accumulata negli anni sulle mura di travertino e che svanirà via via con il passare del tempo. L’opera giunta a compimento dopo uno studio di circa tre anni, vede rappresentate 80 figure alte fino a 12 metri in una sorta di “processione” che raffigura fondamentalmente i trionfi e le sconfitte di Roma: dalla Lupa, a Romolo e Remo, a Marcello Mastroianni fino ad arrivare a Pierpaolo Pasolini (per citarne alcuni).

E oggi purtroppo, nonostante la nobile volontà di lasciare un’opera così fruibile, sembra che sia già stata vittima di “vandali-writer”!

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