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Il nuovo corso della politica kazaka


Il Kazakistan è stato il Paese dello spazio post-sovietico che ha fatto più sentire alla Russia il suo disappunto per la guerra in Ucraina. Per Nur-Sultan, le alleanze che Mosca ha sapientemente intessuto in Eurasia non sono più dei dogmi. E lo zar, anche stavolta, è pronto a reagire

Il Kazakistan è stato il Paese dello spazio post-sovietico che ha fatto più sentire alla Russia il suo disappunto per la guerra in Ucraina. Per Nur-Sultan, le alleanze che Mosca ha sapientemente intessuto in Eurasia non sono più dei dogmi. E lo zar, anche stavolta, è pronto a reagire

Una politica estera complicata

Il Kazakistan soffre la propria collocazione geografica, totalmente incassato nel cuore dell’Eurasia e controllato a vista da due delle tre superpotenze mondiali, Russia e Cina, mentre non molto lontano dai suoi confini a sud e a sud-ovest si trovano due medie potenze, Turchia e Iran. Questa localizzazione peculiare ne ha condizionato l’approccio alla politica estera, improntato a una logica di convivenza pacifica e di dialogo con più attori. È stata definita pomposamente in patria come politica multivettoriale, ma nei fatti non è nulla più che una necessaria strategia di sopravvivenza.

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