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LA NOTIZIA DEL GIORNO

Quad: il primo incontro dei 4 leader, svolto in modalità virtuale

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Usa, Australia, Giappone, India hanno tenuto il primo vertice a 4 sulla sicurezza: tra i temi discussi, energia, terre rare e vaccini

Yoshihide Suga, il Primo ministro giapponese, durante l’incontro virtuale del Quad con il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden, il Primo Ministro australiano Scott Morrison e il Primo Ministro indiano Narendra Modi, nella sua residenza ufficiale a Tokyo, Giappone, 12 marzo 2021. Kiyoshi Ota/Pool via REUTERS

Ieri c’è stato il primo vertice tra i leader dei quattro Paesi che compongono il Quadrilateral Security Dialogue (abbreviato in Quad), il forum informale sulla sicurezza tra Stati Uniti, Australia, Giappone e India. A riunirsi – benché in modalità virtuale – sono dunque stati, rispettivamente, il Presidente Joe Biden e i Primi Ministri Scott Morrison, Yoshihide Suga e Narendra Modi.

Perché il Quad è così importante per gli Stati Uniti

Del contenuto dell’incontro si era venuti a conoscenza già nei giorni precedenti. E non è strano, considerata l’importanza che riveste il gruppo – e la sua regione di riferimento, l’Indo-Pacifico – nella strategia americana per il contenimento della Cina. Una strategia che non inizia con l’amministrazione Biden e che tocca tanti temi diversi. Washington vuole infatti frenare l’ascesa di Pechino nell’economia e nella tecnologia; vuole circoscriverne l’espansione militare e quella politico-diplomatica; vuole limitarne la dominanza su alcune catene di approvvigionamento particolarmente critiche. Più in breve: l’America vuole opporsi alla corsa della Cina al primato geopolitico.

Già la precedente amministrazione di Donald Trump aveva individuato nel Quad un gruppo fondamentale per il successo della strategia anticinese. Lo stile dell’ex Presidente però – aggressivo nei toni, tendente alla polarizzazione, spesso poco attento ai bisogni degli alleati – non aveva favorito il raggiungimento di una sintesi tra le posizioni dei quattro membri, tutti preoccupati per l’espansione assertiva di Pechino ma non pienamente concordi nell’approccio da seguire. Biden ripartirà da questo punto e da queste difficoltà, con l’obiettivo di dare al Quad una sistemazione istituzionale: fare cioè del forum informale una vera e propria alleanza. Il termine “Nato asiatica” risulta tuttavia sgradito. Comunque sia, il fatto che a incontrarsi ieri siano stati direttamente i capi di Stato, e non i vari Ministri degli Esteri, dimostra la serietà delle intenzioni della Casa Bianca.

La continuità fra Trump e Biden

La sostanziale continuità fra le amministrazioni Trump e Biden è visibile anche da un articolo pubblicato mercoledì su Foreign Policy a firma di Jim Mattis, segretario della Difesa dal 2017 al 2019. Dove si legge che “far funzionare il Quad potrebbe essere il compito più importante di Biden in Asia”.

L’articolo di Mattis – e del suo assistente Joseph Felter, assieme all’esperto di Asia Michael Auslin – elenca tutte le cose che gli Stati Uniti vogliono dal Quad. Innanzitutto maggiore cooperazione sulla sicurezza marittima, per rispondere alle azioni di Pechino nei Mar Cinese meridionale e orientale e garantire quella libertà e apertura dell’Indo-Pacifico che Washington ripete spesso. Poi c’è la collaborazione sulle filiere sensibili per la sicurezza nazionale (dispositivi medici, terre rare), in modo da ridurre la dipendenza dalla Cina. Segue la questione tecnologica: cioè lavorare insieme allo sviluppo delle prossime tecnologie di telecomunicazione (la Cina è ormai avanti sul 5G) e garantirsi la competitività economica e militare anche nel prossimo futuro. Infine – ma ovviamente non meno importante – c’è la promozione dei rapporti politici con i Paesi asiatici, anche non democratici: Mattis e gli altri suggeriscono che se anche l’America non può da sola intrattenere legami con i regimi autoritari, può farlo indirettamente tramite gli altri membri del Quad.

Terre rare e vaccini

L’agenda della riunione tra Biden, Morrison, Suga e Modi conteneva tutti i punti appena elencati. I leader hanno detto di voler costruire una filiera fidata delle terre rare, un insieme di diciassette metalli utilizzati nella produzione di dispositivi tecnologici, veicoli militari e componenti per le energie pulite; la Cina ne controlla circa l’80% dell’offerta. Il Quad non si focalizzerà soltanto sull’estrazione di queste risorse dal sottosuolo, ma sulla loro raffinazione.

Come anticipato alla stampa dalla stessa amministrazione Biden, i quattro Paesi istituiranno dei gruppi di lavoro sugli standard tecnologici e sullo sviluppo congiunto di tecnologie emergenti. Verrà inoltre fatto uno sforzo per sostenere economicamente l’India nella produzione di vaccini contro il coronavirus in modo da rispondere alla cosiddetta “diplomazia dei vaccini” cinese in Asia orientale: ovvero la distribuzione di dosi per favorire l’espansione dell’influenza politica nella regione. Gli aspetti più direttamente legati alla sicurezza militare – aspetto più controverso, dove l’allineamento è più difficile – sembrano essere stati messi in secondo piano.

Nella strategia dell’amministrazione Biden in Asia non c’è ovviamente solo il Quad e i suoi membri. Un altro alleato fondamentale per l’America è la Corea del Sud. La settimana prossima il segretario di Stato Antony Blinken e quello della Difesa Lloyd Austin si riuniranno infatti a Seul con i loro omologhi.

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L'AUTORE

Marco Dell'Aguzzo

Giornalista, scrive per eastwest, Il Sole 24 Ore e Aspenia. Si occupa di Messico e Nord America.
GUALA
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