– INFORMAZIONI
Giordania
La Giordania è situata nel cuore del Medio Oriente, in una regione strategica che collega Asia, Africa ed Europa. Con una superficie di circa 89.342 km², è il 12° Paese arabo per estensione. Confina a nord con la Siria, a est con l’Iraq, a sud con l’Arabia Saudita e a ovest con Israele e la Cisgiordania. Il Paese si affaccia sul Mar Rosso a sud, attraverso il Golfo di Aqaba. La capitale, Amman, è la città più grande e conta circa 4,5 milioni di abitanti, ovvero circa il 45% della popolazione totale del Paese, stimata a circa 10 milioni di persone al 2025.
Congiuntura economica
Il PIL della Giordania nel 2025 è stato stimato a 22,2 miliardi di USD, con una crescita economica modesta del +3,8% rispetto all’anno precedente. Il PIL pro capite è di 1.053 USD. Le esportazioni giordane sono aumentate del +5,8%, raggiungendo 8,2 miliardi di USD nel 2023, mentre le importazioni hanno superato i 20 miliardi di USD, creando un deficit commerciale di 11,8 miliardi di USD. Il deficit delle partite correnti è stato stimato al 9% del PIL. Il debito pubblico della Giordania ha raggiunto 41 miliardi di USD, pari al 160% del PIL. Nel mercato del lavoro, la disoccupazione è alta, con un tasso del 22%, mentre la disoccupazione giovanile (15-24 anni) è notevolmente più alta, vicino al 35%.
Lo stipendio lordo medio mensile è di 450 USD, con un salario minimo fissato a 310 USD al mese. Il tasso di inflazione ha registrato un aumento del 3,7% nel 2024, in parte dovuto all’aumento dei prezzi globali dei beni alimentari ed energetici. L’inflazione ha avuto un impatto negativo sul potere d’acquisto delle famiglie, già gravemente indebolite da anni di stagnazione economica e influssi regionali.
Previsioni
Le stime per il 2025 prevedono una crescita economica del 3,8%, grazie agli sforzi del governo di attrarre investimenti esteri e promuovere il turismo. Tuttavia, le sfide interne come il debito elevato, il tasso di disoccupazione e la dipendenza energetica continueranno a pesare sull’economia giordana. Il tasso di inflazione è previsto in lieve discesa al 2,8% nel 2025.
Rischio paese
La Giordania affronta un rischio paese moderato-alto, con una situazione economica fragile a causa dell’alto debito pubblico e della dipendenza da aiuti esterni. Tuttavia, il sistema politico è stabile e il Paese gode di buone relazioni internazionali, in particolare con gli Stati Uniti e l’Unione Europea, che forniscono assistenza economica e sostegno per i progetti di sviluppo.
Investimenti diretti esteri
Gli IDE in Giordania sono stati relativamente bassi nel 2022, con circa 1,3 miliardi di USD investiti, principalmente nei settori dell’energia, delle infrastrutture e delle telecomunicazioni. I principali partner commerciali della Giordania sono Stati Uniti, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e paesi europei, che continuano a sostenere la crescita attraverso investimenti in progetti di sviluppo sostenibile e rinnovabili.
Analisi geopolitica
La Giordania gioca un ruolo chiave nella geopolitica del Medio Oriente grazie alla sua posizione strategica e al suo status di stabilizzatore regionale. Nonostante la sua dimensione relativamente modesta, è uno degli attori più influenti in una regione segnata da conflitti e tensioni.
Relazioni con Israele e il conflitto israeliano-palestinese
Il Regno Hascemita è stato il secondo Paese arabo, dopo l’Egitto, a firmare un trattato di pace con Israele nel 1994, consolidando così le sue relazioni diplomatiche e commerciali con lo Stato ebraico. Il trattato ha contribuito a mantenere la stabilità lungo il confine giordano-israeliano. Tuttavia, la Giordania continua a essere profondamente coinvolta nel conflitto israelo-palestinese, sostenendo la creazione di uno Stato palestinese e ospitando una grande popolazione di rifugiati palestinesi. Amman gioca un ruolo importante nelle trattative per la pace e nell’amministrazione dei luoghi sacri islamici di Gerusalemme.
Relazioni con gli Stati Uniti e le potenze occidentali
La Giordania ha consolidato legami forti con gli Stati Uniti, che sono il principale alleato militare e forniscono assistenza economica diretta, inclusi aiuti umanitari e per la difesa. Il Paese è anche uno degli alleati chiave nella coalizione internazionale contro il terrorismo e la lotta contro l’ISIS. Le relazioni con l’Unione Europea sono anch’esse solide, con la Giordania che beneficia di numerosi programmi di cooperazione in materia di sviluppo e di rafforzamento delle istituzioni.
Ruolo nel contesto arabo e medio-orientale
La Giordania è un membro attivo della Lega Araba e dei vari consessi regionali come il Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG) e il Forum Arabo. Sebbene non faccia parte del CCG, ha mantenuto una collaborazione stretta con i Paesi del Golfo, che forniscono sostegno economico e finanziario attraverso il finanziamento di progetti di sviluppo e l’invio di fondi per sostenere l’economia giordana in tempi di crisi.
Relazioni con l’Iraq e la Siria
Le relazioni con l’Iraq sono state storicamente solide, sebbene la situazione geopolitica complicata nella regione abbia reso difficile mantenere un rapporto stabile. Recentemente, con la crescente sicurezza in Iraq, la Giordania ha intensificato i legami economici e commerciali. Con la Siria, sebbene i legami fossero tesi durante la guerra civile, la Giordania ha lavorato per ripristinare i collegamenti commerciali e ha ospitato milioni di rifugiati siriani, rappresentando un importante punto di accesso per il sostegno umanitario e commerciale.
Sfide economiche e regionali
L’economia giordana è fortemente influenzata dalla situazione regionale. La crisi siriana ha avuto un impatto significativo, poiché milioni di rifugiati siriani sono stati accolti nel Paese, esercitando forti pressioni sui servizi pubblici e aumentando le necessità di aiuti internazionali. Inoltre, le difficoltà economiche legate alla carenza di risorse naturali, come il petrolio, e la dipendenza da fonti energetiche esterne, pongono limiti alla crescita sostenibile del Paese.
Politica migratoria e sicurezza
La Giordania è stata un rifugio per molti migranti e rifugiati nel corso degli ultimi decenni, inclusi rifugiati palestinesi, iracheni e siriani. La gestione di questi flussi migratori rappresenta una delle principali sfide per il governo. Sebbene il Paese sia generalmente sicuro, gli ultimi anni hanno visto un aumento delle preoccupazioni legate alla sicurezza, in particolare per la minaccia di estremismo, con la Giordania che ha intrapreso politiche di contrasto al terrorismo in collaborazione con gli alleati occidentali.
– INFORMAZIONI
Mali
Il Mali è un Paese dell’Africa occidentale senza sbocco sul mare, con una superficie di circa 1.240.000 km², che lo rende uno dei più grandi stati dell’Africa. Confina con sette Paesi: Algeria a nord, Niger a est, Burkina Faso e Costa d’Avorio a sud, Guinea a sud-ovest, Senegal e Mauritania a ovest. La popolazione del Mali è di 23 milioni di abitanti (2024), con un tasso di crescita demografica tra i più alti al mondo (circa il 3% annuo). La capitale, Bamako, è la città più popolosa, con oltre 3 milioni di abitanti. La maggioranza della popolazione vive nelle regioni meridionali, grazie alla presenza del fiume Niger, mentre il nord, prevalentemente desertico, è scarsamente abitato.
Congiuntura economica
Il Mali ha un’economia fortemente dipendente dall’agricoltura e dall’estrazione di risorse naturali.
– PIL e crescita: Nel 2025 il PIL è stato stimato intorno ai 22 miliardi di dollari. La crescita economica è rallentata negli ultimi anni a causa delle instabilità politiche e della crisi di sicurezza.
– Settori principali: L’agricoltura (cotone, riso, miglio) impiega la maggioranza della forza lavoro. Il Paese è anche un importante esportatore di oro, che rappresenta il 70% delle esportazioni.
– Commercio e debito: Le esportazioni si concentrano verso Paesi africani e Cina, mentre le importazioni principali includono alimenti, macchinari e carburante. Il debito pubblico è in crescita, aggravato dalla dipendenza da aiuti internazionali.
Il Mali presenta sfide significative in termini di sviluppo umano:
– Tasso di povertà: Oltre il 40% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà.
– Salute e istruzione: L’aspettativa di vita è di circa 59 anni, mentre il tasso di alfabetizzazione rimane basso, soprattutto nelle aree rurali (circa il 35% della popolazione adulta).
Analisi geopolitica
Il Mali è stato teatro di instabilità politica e conflitti armati negli ultimi anni. I colpi di stato del 2020 e 2021 hanno aggravato una situazione già precaria, con un governo di transizione attualmente al potere. Le tensioni sono acuite dalla presenza di gruppi armati jihadisti nel nord e nel centro del Paese, che rendono difficile il controllo del territorio da parte dello Stato. Nel 2024, il governo di transizione ha consolidato il proprio potere attraverso elezioni giudicate non libere da osservatori indipendenti, posticipando ulteriormente il ritorno a un governo civile. Le autorità maliane giustificano le misure autoritarie come necessarie per garantire la sicurezza nazionale, ma i gruppi della società civile denunciano una crescente repressione della stampa e dell’opposizione politica.
– Insurrezione jihadista: Dal 2012, gruppi affiliati ad Al-Qaeda e allo Stato Islamico operano attivamente, sfruttando la debolezza istituzionale e le divisioni etniche.
– Forze internazionali: La comunità internazionale, tramite missioni come la MINUSMA (ONU), ha cercato di stabilizzare il Paese, ma con risultati limitati. La decisione del governo maliano di collaborare con il gruppo Wagner, legato alla Russia, ha generato tensioni con i tradizionali partner occidentali.
Nel 2023, le Nazioni Unite hanno annunciato il ritiro completo della missione MINUSMA entro la fine dell’anno, su richiesta del governo maliano. Il ritiro ha lasciato un vuoto di sicurezza, soprattutto nel nord, dove lo Stato fatica a esercitare il controllo. La decisione ha segnato un’ulteriore rottura con l’Occidente e ha sollevato preoccupazioni sulla capacità del Mali di gestire autonomamente la lotta contro il terrorismo.
Sviluppo economico
L’oro e l’agricoltura offrono potenziale economico, ma la dipendenza da un mercato ristretto rende il Mali vulnerabile agli shock esterni. Il cambiamento climatico rappresenta una minaccia crescente per l’agricoltura, con periodi di siccità più frequenti.
Relazioni regionali
Il Mali è un membro della Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale (ECOWAS), ma i rapporti con gli altri Paesi membri si sono deteriorati dopo i colpi di stato. Le sanzioni economiche imposte dall’ECOWAS nel 2021 hanno colpito duramente il Paese, anche se sono state parzialmente revocate nel 2022. Nel 2024, il Mali ha annunciato insieme a Burkina Faso e Niger l’uscita dalla CEDEAO (ECOWAS), creando l’Alleanza degli Stati del Sahel (AES), un nuovo blocco regionale con focus sulla sicurezza e la sovranità.
– Conflitti transfrontalieri: Il Mali è coinvolto in dispute con i Paesi confinanti riguardanti il controllo dei movimenti jihadisti e il traffico di armi e droga.
– Collaborazioni strategiche: Le relazioni con la Cina e la Russia sono in crescita, grazie agli investimenti in infrastrutture e alle forniture militari.
Impatto crisi Ucraina
La guerra in Ucraina ha avuto ripercussioni indirette sul Mali, principalmente attraverso l’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari e dell’energia. Il governo maliano ha sfruttato la situazione per rafforzare i legami con la Russia, allontanandosi ulteriormente dall’Occidente.
Il Mali è in una fase critica della sua storia, con il rischio che l’instabilità politica e la crisi di sicurezza compromettano ulteriormente lo sviluppo economico e sociale. Tuttavia, il Paese ha un grande potenziale economico, soprattutto nel settore minerario e agricolo, e potrebbe trarre beneficio da una stabilizzazione regionale e da politiche di sviluppo a lungo termine. La competizione geopolitica tra Russia, Cina e i tradizionali partner occidentali sarà un fattore chiave nel determinare il futuro del Mali.
– I NOSTRI AMBASSADOR

Fabio Nicolucci
Referente ad Amman-Giordania | Bamako-Mali
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