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Congo, i minerali insanguinati


In Congo tre cittadini cinesi sono rimasti uccisi in miniera dopo un attacco di ribelli locali. La Repubblica al centro degli interessi delle multinazionali

In Congo tre cittadini cinesi sono rimasti uccisi in miniera dopo un attacco di ribelli locali. La Repubblica al centro degli interessi delle multinazionali

Congo, tre cittadini cinesi uccisi in miniera. Un minatore lavora in una miniera a Rukunda, nel territorio di Masisi, nella provincia del Kivu settentrionale della Repubblica Democratica del Congo. REUTERS/Goran Tomasevic
Un minatore lavora in una miniera a Rukunda, nel territorio di Masisi, nella provincia del Kivu settentrionale della Repubblica Democratica del Congo. REUTERS/Goran Tomasevic

È sempre più significativo il bilancio degli scontri tra minatori illegali e lavoratori stranieri nelle miniere della Repubblica Democratica del Congo. È di ieri la notizia che tre persone con passaporto cinese sono morte in seguito a un attacco arrivato da alcuni ribelli locali. Nel Paese centrafricano, le multinazionali sono molto attive nell’estrazione del rame e del cobalto, quest’ultimo utilizzato per la costruzione delle batterie per le auto elettriche. Le grandi corporation pagano il Governo per avere concessioni per l’estrazione, in quello che è un territorio ricco di materie prime, tra i più importanti dell’Africa per il rame e il primo al mondo per il cobalto.

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