Grillini in fuga

In Sardegna un altro autogol del M5S. E l’Unione Europea potrebbe prendersi una rivincita...

Il Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio. REUTERS/Tony Gentile
Il Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio. REUTERS/Tony Gentile

Prendete un canotto, poi pungetelo con uno spillo. In questo momento il Movimento 5 Stelle è nelle stesse condizioni di quel canotto. Una disfatta così non si era mai vista nel panorama politico italiano. Un partito che prende il 42% alle politiche del 2018 e passa al 9% alle regionali della Sardegna (dopo essersi ridimensionato in Abruzzo) si è letteralmente sgonfiato. Meno di quattro elettori su cinque non ne hanno voluto più sapere. I flussi dicono che buona parte degli elettori è confluita nel Centrodestra, una percentuale non indifferente ha rianimato un Centrosinistra in stato comatoso e il resto si è perso nelle nebbie dell’astensionismo.

Il sovranismo, evidentemente, non è molto democratico. Un sovranismo “plurielle” non esiste: per sua natura gli elettori populisti vogliono l’uomo forte e l’uomo forte nel Governo si chiama Matteo Salvini: inutile andare sulla copia (Luigi Di Maio) se si può scegliere l’originale. Questo spiega il dirottamento dei voti verso il Centrodestra e della Lega in particolare, fortissima anche nell’isola più indipendentista d’Italia. La virata a sinistra, che l’ha resuscitata più di Lazzaro,  si spiega invece con le mille contraddizioni di un partito di lotta e di Governo incapace di tener fede alle sue promesse e ai suoi ideali: se si accettano la linea veloce della Tav, il gasdotto Tap, si nega l’autorizzazione a procedere all’alleato della Lega per motivi strategici, si governa e contemporaneamente si strizza l’occhio ai gilet gialli, si chiudono i porti e si producono clandestini con un decreto che produce insicurezza, beh, allora c’è un problema per un movimento fondato sulla legalità, la difesa dell’ambiente e la fratellanza universale. È probabile che chi è rimasto spera nel reddito di cittadinanza. Che però diventa sempre più una chimera di giorno in giorno per via delle numerose restrizioni.

Tutto questo avrà un riflesso alle elezioni europee, visto che i grillini rappresentano uno degli antieuropeismi più spinti del Vecchio Continente: il quadro si semplificherà non poco. E l’Unione, che fino a pochi mesi fa sembrava data non proprio per morta ma in stato comatoso, potrebbe prendersi la sua rivincita.

@f_anfossi

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