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Amy Klobuchar è l’ottava candidata alle primarie democratiche

Tra i Democrats cresce l’attesa per capire cosa faranno Biden e Sanders. E Hillary Clinton...

La senatrice americana Amy Klobuchar dichiara la sua candidatura per la nomina presidenziale democratica del 2020 a Minneapolis, Minnesota, Stati Uniti, 10 febbraio 2019. REUTERS/Eric Miller
La senatrice americana Amy Klobuchar dichiara la sua candidatura per la nomina presidenziale democratica del 2020 a Minneapolis, Minnesota, Stati Uniti, 10 febbraio 2019. REUTERS/Eric Miller

Hanno fatto il giro del mondo le immagini di Amy Klobuchar, senatrice del Minnesota dal 2007, che annuncia la sua candidatura alle primarie del Partito Democratico per le prossime elezioni presidenziali durante una forte nevicata. Le avverse condizioni meteorologico non hanno scalfito il calore delle sue parole e l’affetto del suo elettorato, rimasto impassibile nonostante il freddo di Minneapolis. «Oggi, al centro della nostra Nazione, in un periodo nel quale dobbiamo curare il cuore della nostra democrazia e rinnovare il nostro impegno verso il bene comune» - ha dichiarato la senatrice - «sono qui davanti a voi come la nipote di un minatore, come figlia di un insegnante e di un giornalista, come prima donna dello Stato del Minnesota ad essere eletta al Senato, per annunciarvi la mia candidatura a Presidente degli Stati Uniti!». Nel suo discorso d’inaugurazione della campagna per le primarie, Amy Klobuchar ha toccato i vari temi entrati a tutti gli effetti nella piattaforma democratica, primo su tutti il diritto all’assistenza medica e il racconto della triste storia di Alec. Manager in un ristorante, a soli 26 anni Alec è morto perché non poteva acquistare l’insulina, che negli Stati Uniti raggiunge prezzi da capogiro. «Questa disgrazia» - afferma Amy Klobuchar - «non dovrebbe mai capitare nel nostro Paese. L’ostacolo al cambiamento? Le big pharma companies, che credono che Washington sia di loro proprietà. Bene, io non appartengo a loro!».

Amy Klobuchar, che entra così nella corsa che porterà il Partito Democratico a scegliere il suo candidato alla presidenza, sfiderà nomi illustri del panorama politico statunitense.  La senatrice del Minnesota è lontana dall’ortodossia progressista, ma per conquistare i voti dell’elettorato potrebbe allargare le sue vedute. Kirsten Gillibrand, Tulsi Gabbard, Kamala Harris, Julián Castro, Cory Booker, John Delaney e la quotatissima Elisabeth Warren sono pronti alla sfida. Le istanze democratiche sono sempre più a sinistra, con il ruolo chiave di Bernie Sanders che ha saputo raccontare come il socialismo democratico può essere un’alternativa al capitalismo sfrenato. Il 2020 è ancora lontano, presto potrebbe unirsi ai colleghi di partito Joe Biden, ma c’è chi dice che persino Hillary Clinton starebbe pensando a un ritorno sul palcoscenico politico, con un programma ben più progressista di quello che l’ha portata alla sconfitta del 2016.

@melonimatteo

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