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Da Draghi a Macron: il Rinascimento europeo

A pochi giorni dall’intervento di Mario Draghi all’Università di Bologna, un’Europa più vicina ai cittadini ancora protagonista con la lettera di Macron agli europei

Il Presidente francese Emmanuel Macron al Palazzo dell'Eliseo a Parigi, Francia, 27 febbraio 2019. REUTERS/Gonzalo Fuentes
Il Presidente francese Emmanuel Macron al Palazzo dell'Eliseo a Parigi, Francia, 27 febbraio 2019. REUTERS/Gonzalo Fuentes

L’accorato appello del Presidente francese Emmanuel Macron ai cittadini europei, diffuso tramite una lettera pubblicata sui principali quotidiani nazionali, è un vero e proprio Manifesto politico comunitario, che supera i confini e le disuguaglianze, che va oltre lo spazio dello Stato e tocca nel profondo le istituzioni del Vecchio Continente. Macron, nonostante la sua forte convinzione nel sistema Europa, sottolinea le difficoltà dell’organizzazione e le analizza senza mezze misure.

“L’Unione Europea” — scrive il Presidente della Repubblica francese — “ha dimenticato di guardare le realtà del mondo, ma nessuna comunità crea un senso di appartenenza se non ha limiti che protegge. La frontiera, significa la libertà in sicurezza. Dobbiamo pertanto rivedere lo spazio Schengen: tutti coloro che vogliono parteciparvi devono rispettare obblighi di responsabilità (rigoroso controllo delle frontiere) e di solidarietà (una stessa politica di asilo, con le stesse regole di accoglienza e di rifiuto)”. Un chiaro messaggio per l’Italia, che per anni ha lamentato l’incapacità dell’Unione Europea nel gestire in forma comunitaria i flussi migratori dall’Africa e dal Vicino e Medio Oriente.

Secondo il 25° Presidente della Repubblica francese, servono “una polizia comune delle frontiere e un ufficio europeo dell’asilo, obblighi stringenti di controllo, una solidarietà europea a cui ogni Paese contribuisce, sotto l’autorità di un Consiglio Europeo di sicurezza interna”, strumenti che secondo Macron sono necessari.

Il Capo dell’Eliseo ricorda che l’Europa è il continente nel quale è stata fondata la previdenza sociale, e propone “per ogni lavoratore, da Est a Ovest e dal Nord al Sud, uno scudo sociale che gli garantisca la stessa retribuzione sullo stesso luogo di lavoro, e un salario minimo europeo, adatto ad ogni paese e discusso ogni anno collettivamente”.

L’intervento di Macron arriva a pochi giorni di distanza dal discorso tenuto dal Presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi all’Università di Bologna. Draghi ha ricordato che l’indipendenza non garantisce la sovranità, prendendo come esempio quei Paesi che non partecipano all’economia globale. Quelle realtà, secondo il capo della Bce «sono indipendenti, ma certamente non sovrani in un senso pieno della parola, dovendo ad esempio spesso contare sull’aiuto alimentare che proviene dall’esterno per nutrire i propri cittadini».

Cooperazione è la parola chiave per Mario Draghi: laddove la si esercita, ci si protegge maggiormente. L’Europa ha tratto grandi benefici dall’integrazione: «il mercato unico» contribuisce, secondo i dati del Presidente della Bce, «a un livello del Pil per l’Unione Europea che è più alto del 9% circa».

Ma il leitmotiv del discorso di Mario Draghi è legato principalmente al bisogno di adattamento delle istituzioni al cambiamento, «un adattamento a cui si è finora opposta resistenza perché le inevitabili difficoltà politiche nazionali sembravano sempre essere superiori alla sua necessità. Una riluttanza» — spiega Draghi — «che ha generato incertezza sulle capacità delle istituzioni di rispondere agli eventi e ha nutrito la voce di coloro che queste istituzioni vogliono abbattere. Non ci devono essere equivoci: questo adattamento — sostiene il Presidente Bce — dovrà essere profondo, quanto lo sono i fenomeni che hanno rivelato la fragilità dell’ordine esistente e vasto quanto lo sono le dimensioni di un ordine geopolitico che va cambiando in senso non favorevole all’Europa».

I due messaggi convergono sul bisogno di cambiamento delle istituzioni comunitarie e mettono in luce una sacrosanta verità: all’Unione Europea non c’è un’alternativa ma può esserci un’idea alternativa di Unione Europea. Draghi e Macron hanno tracciato il solco sul quale poter costruire le nuove istituzioni europee, ma la parola finale spetterà ai cittadini che sceglieranno a fine maggio i nuovi membri del Parlamento che siederanno a Bruxelles e Strasburgo.

@melonimatteo

 

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