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Giappone-Stati Uniti, tensioni sulla difesa

Trump critica il trattato di mutua sicurezza con Tokyo e spinge per l’accordo di libero scambio. La Cina prova ad approfittarne

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il Primo Ministro giapponese Shinzo Abe a bordo della nave della Marina giapponese Kaga il 28 maggio 2019 a Yokosuka, Giappone. Charly Triballeau/Pool tramite REUTERS
Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il Primo Ministro giapponese Shinzo Abe a bordo della nave della Marina giapponese Kaga il 28 maggio 2019 a Yokosuka, Giappone. Charly Triballeau/Pool tramite REUTERS

Yoshihide Suga, il portavoce del Governo giapponese, ha detto ieri che Giappone e Stati Uniti non stanno “affatto” discutendo di una revisione del trattato di mutua sicurezza tra le due nazioni, stipulato nel 1960.

La precisazione di Tokyo arriva dopo che, il giorno prima, il Presidente americano Donald Trump si era lamentato in televisione dell’accordo di difesa con il Giappone, ritenendolo svantaggioso per gli americani. “Se il Giappone venisse attaccato, combatteremmo la Terza Guerra Mondiale”, ha detto Trump, “ma se noi veniamo attaccati, il Giappone non deve aiutarci. Può guardare l’attacco da un televisore Sony”.

Un giorno prima dell’intervista sulla Fox – il 25 giugno, quindi –, Bloomberg aveva scritto che Trump avrebbe discusso in privato con i suoi consiglieri della possibilità di far uscire gli Stati Uniti dal trattato di sicurezza con il Giappone. Le presunte intenzioni di Trump – che difficilmente si realizzeranno, secondo gli analisti – riflettono però la sua dottrina di disimpegno dalle questioni internazionali, ritenute troppo costose e troppo poco vantaggiose per gli Stati Uniti.

A innervosire Trump, oltre al tema della difesa e dei costi, c’è anche il commercio. È infatti in corso una guerra commerciale tra Washington e Tokyo: Trump vuole un maggiore accesso al mercato giapponese per i prodotti agricoli americani e vuole perciò negoziare un accordo di libero scambio, minacciando in caso contrario di imporre dazi sulle automobili nipponiche.

Il Giappone di Shinzo Abe si trova dunque in una situazione complicata, perché avrebbe interesse a rafforzare l’alleanza con gli Stati Uniti in modo da gestire al meglio due dossier fondamentali in politica estera: la pressione verso la Corea del Nord e il contenimento della Cina.

Pechino, dal canto suo, ha immediatamente approfittato delle tensioni tra Stati Uniti e Giappone, invitando Tokyo a superare la storica rivalità per sviluppare una “nuova relazione di sicurezza”.

@marcodellaguzzo

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