Israele, Netanyahu non piace alla metà degli elettori

Lo rivela un sondaggio. Il Primo Ministro dovrà vedersela con Benny Gantz, stella nascente della politica israeliana

Un manifesto della campagna elettorale del partito Likud raffigura il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump che stringe la mano del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu, all'ingresso principale di Tel Aviv, Israele, 5 febbraio 2019. REUTERS/Amir Cohen
Un manifesto della campagna elettorale del partito Likud raffigura il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump che stringe la mano del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu, all'ingresso principale di Tel Aviv, Israele, 5 febbraio 2019. REUTERS/Amir Cohen

C’è il rischio che Benjamin “Bibi” Netanyahu e il suo partito Likud perdano la maggioranza alla Knesset, il Parlamento israeliano? L’attuale Primo Ministro è assediato dentro e fuori la sua compagine politica e alcuni sondaggi sembrano andargli contro. Il 9 aprile sarà la data decisiva per il futuro di Israele e di Bibi, che per giunta è accusato di frode e corruzione per aver — secondo le accuse — favorito il gigante delle telecomunicazioni Bezeq con favori normativi in cambio di notizie a suo vantaggio, da pubblicare su un sito dell’azienda.

La figura di Netanyahu è al momento adombrata dall’ex capo dell’esercito Benny Gantz. Il generale ha recentemente fondato un partito, Israel Resilience (Hosen L’Yisrael), cercando i voti al centro dell’elettorato. Al suo esordio in politica, Gantz ha chiaramente affermato che se vincesse le elezioni il suo Governo «si batterà per la pace nella regione e non perderà occasione per raggiungerla». Secondo l’ex capo dell’IDF — Israeli Defence Forces —, «le difficoltà tra la destra e la sinistra rischiano di spaccare il Paese, così come le tensioni tra gli ebrei e gli arabi». Il partito di Gantz alle elezioni correrà insieme a Moshe Ya’alon, ex Ministro della Difesa e leader del partito Telem. A Gantz potrebbe unirsi Yair Lapid, col quale secondo un sondaggio del canale tv Channel 12 conquisterebbe 35 seggi contro i 30 del Likud.

Se il risultato del sondaggio dovesse concretizzarsi alle urne, è altamente probabile che il Presidente d’Israele, Reuven Rivlin, darà mandato a Gantz di tentare la formazione del prossimo Governo, soprattutto se il leader del Likud non trovasse un accordo di coalizione con gli altri partiti di estrema destra, primo su tutti Yisrael Beitenu dell’ex alleato Avigdor Liberman. Intanto, un sondaggio del quotidiano Haaretz crea ulteriori preoccupazioni al primo ministro: infatti, il 47% degli israeliani ha risposto che non vuole Netanyahu alla guida del prossimo Governo, con il 35% dei partecipanti in suo favore. Ciononostante, lo stesso sondaggio darebbe comunque una maggioranza al Likud con 30 seggi contro i 22 di Israel Resilience.

Il 9 aprile è ancora lontano, ma se Netanyahu vuol essere certo di mantenere il potere dovrà in qualche modo rimediare. Sempre che il Procuratore Generale non decida di accusarlo formalmente, facendo seguito alle numerose raccomandazioni della polizia israeliana di sottoporlo a processo.

@melonimatteo

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