Germania: chiudono le centrali a carbone

La Germania finalmente decide di fermare il carbone, ma dal 2036: sarà sufficiente a ridurre l’impatto sul cambiamento climatico?

Turbine eoliche generano energia in una fattoria vicino a Throckmorton, Texas, Stati Uniti, 24 agosto 2018. REUTERS/Nick Oxford
Turbine eoliche generano energia in una fattoria vicino a Throckmorton, Texas, Stati Uniti, 24 agosto 2018. REUTERS/Nick Oxford

Dal carbone alle energie rinnovabili. La Germania cambia passo, ma lentamente. Una Commissione governativa tedesca ha proposto che tutte le centrali alimentate a carbone del Paese vengano chiuse entro 19 anni. Le proposte della Commissione – composta da esponenti dei principali partiti e degli Stati federali coinvolti, rappresentanti delle aziende produttrici, sindacalisti, studiosi e ambientalisti – sono l’esito di un lungo dibattito e dovranno essere approvate dalla cancelliera Angela Merkel. Indicano comunque una strada nuova per la Germania, tra i principali consumatori a livello mondiale di carbone, da cui viene ricavato il 40% dell’elettricità del Paese. Parte di un ambizioso piano da 500 miliardi di euro per l’abbandono delle fonti fossili e la transizione alle rinnovabili, il piano per la chiusura delle centrali a carbone ha significative ripercussioni economiche. 

Il settore dà lavoro direttamente a 20.000 persone, indirettamente a 40.000. Per il ministro dell’Economia, Peter Altmaier, la «transizione deve essere conveniente, sostenibile e deve garantire la sicurezza energetica». Per le associazioni ambientaliste, invece, la Germania deve fare di più e più velocemente. «Secondo l’Intergovernmental Panel on Climate Change il consumo di carbone a livello globale deve essere ridotto di almeno due terzi entro il 2030 e completamente nel 2050. La Germania dovrebbe fare da guida e chiudere le centrali entro il 2030, al massimo», sostengono gli attivisti di Greenpeace International.

@battiston_g

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