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La Francia scommette sull’Iran

Emmanuel Macron propone una linea di credito di 15 miliardi di dollari per Teheran. In cambio, chiede il pieno rispetto dell’accordo sul nucleare

Il Presidente francese Emmanuel Macron al termine della conferenza stampa congiunta con il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, alla fine del vertice del G7 a Biarritz, Francia, 26 agosto 2019. REUTERS/Carlos Barria
Il Presidente francese Emmanuel Macron al termine della conferenza stampa congiunta con il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, alla fine del vertice del G7 a Biarritz, Francia, 26 agosto 2019. REUTERS/Carlos Barria

Emmanuel Macron ha preso a cuore la questione iraniana, spingendo in tutti i modi per una trattativa che possa riportare allo stesso tavolo Washington e Teheran, ai ferri corti dall’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca e in seguito all’abbandono del JCPoA da parte statunitense. La mossa del Presidente francese è finalizzata a prendere del tempo affinché i rapporti non si logorino fino alla rottura totale, che significherebbe — nell’ipotesi più pericolosa — guerra.

Dopo l’invito a sorpresa di Javad Zarif, Ministro degli Esteri della Repubblica Islamica, a Biarritz, località nella quale si è tenuto l’ultimo G7, Macron gioca un’altra carta, mettendo sul piatto 15 miliardi di dollari, soldi che andrebbero nelle casse iraniane in cambio di petrolio e a patto che il Paese rispetti gli accordi previsti dal JCPoA. La linea di credito, che necessita l’approvazione degli Stati Uniti, durerebbe fino al termine del 2019, in attesa che le diplomazie compiano il miracolo: ricompattare i sottoscriventi del trattato firmato nel 2015.

Teheran ha già escluso colloqui diretti con Washington, motivo per cui l’unica soluzione per raggiungere una linea comune sia quella delle trattative con i Paesi che hanno concordato i punti JCPoA dopo anni di dialogo, terminati positivamente quattro anni fa. L’Iran sembra pronto a ogni situazione: sia un deterioramento delle relazioni che un nuovo slancio nelle trattative. Il Presidente della Repubblica Islamica, Hassan Rouhani, ha affermato che presto sarà avviata la terza fase di rimodulazione degli impegni iraniani sull’accordo nucleare. Lo stesso Rouhani ha però detto che se gli Usa cancelleranno le sanzioni verso Teheran, sarà possibile riparlare con Washington attraverso la piattaforma 5+1, già adottata in passato.

La proposta francese, annunciata dal Ministro degli Esteri Jean-Yves le Drian, prevederebbe soldi in cambio di rispetto del JCPoA e, in più, l’apertura di un tavolo sulla sicurezza del Golfo e un programma nucleare da valutare dal 2025 in poi. Fonti iraniane aprono alla proposta, notando positivamente la buona volontà europea e francese, ma dubbiosi sul volere di Washington. 

@melonimatteo

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