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Il gas americano contro Mosca

Gli Usa vogliono limitare l’influenza della Russia in Europa, che dipende da Mosca per il gas. L’Unione importa sempre più Gnl americano

Un dipendente lavora alla linea di produzione di serbatoi per gas naturale liquefatto (Gnl) presso una società di apparecchiature energetiche a Nantong, provincia di Jiangsu, Cina 14 marzo 2019. REUTERS/Stringer
Un dipendente lavora alla linea di produzione di serbatoi per gas naturale liquefatto (Gnl) presso una società di apparecchiature energetiche a Nantong, provincia di Jiangsu, Cina 14 marzo 2019. REUTERS/Stringer

Il segretario americano dell’Energia Rick Perry ha firmato a Bruxelles due ordini di esportazione di gas naturale liquefatto (Gnl) verso l’Europa. Secondo le previsioni, l’accordo permetterà agli Stati Uniti di raddoppiare la capacità di esportazione di Gnl nel Vecchio continente, portandola dagli attuali 50 miliardi di metri cubi all’anno a 112 miliardi di metri cubi nel 2020.

La firma degli ordini è stata accompagnata da dichiarazioni piuttosto solenni. Riferendosi alla liberazione dell’Europa dal nazifascismo durante la seconda guerra mondiale, Perry ad esempio ha detto che “gli Stati Uniti stanno ancora una volta portando la libertà al continente europeo, non sotto forma di giovani soldati americani, ma sotto forma di gas naturale liquefatto”.

Perry fa riferimento alla dipendenza dell’Europa dal gas naturale proveniente dalla Russia, che da sola soddisfa il 35% della domanda europea. Secondo i critici, tra cui gli Stati Uniti stessi, questa dipendenza energetica verrebbe aggravata dal Nord Stream 2, il gasdotto che collegherà Russia e Germania tramite il mar Baltico. Washington – e alcuni membri dell’Unione come la Polonia – vede quindi nel Nord Stream 2 non un semplice gasdotto, ma uno strumento geopolitico che permetterà a Mosca di aumentare la sua influenza in Europa.

Gli Stati Uniti sono i più grandi produttori mondiali di gas naturale, e il 2019 viene considerato dagli esperti come l’anno decisivo per il boom delle esportazioni grazie al potenziamento delle infrastrutture. Per l’Unione Europea il Gnl americano – vista la distanza e le spese di trasporto – resta comunque più costoso di quello russo. Ma lo scorso luglio Donald Trump e Jean-Claude Juncker hanno raggiunto un accordo per incrementare la cooperazione energetica e gli scambi tra i rispettivi blocchi. La Commissione Europea ha appena fatto sapere che, da quella data, le importazioni di Gnl americano da parte della Ue sono aumentate del 272%.

@marcodellaguzzo

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