Nota del direttore – Siamo prigionieri del destino


Vi sono assunti geopolitici che ricorrono costantemente nella storia e cambiano poco nel tempo nonostante le diverse politiche adottate dai governi.

Vi sono assunti geopolitici che ricorrono costantemente nella storia e cambiano poco nel tempo nonostante le diverse politiche adottate dai governi.

La Gran Bretagna è situata su una grande isola ed è difficile da invadere, l’Italia avrà sempre un rapporto speciale con l’Albania perché i due paesi controllano l’accesso al Mare Adriatico.

Gli Usa avranno a cuore l’istmo di Panama finché rimane la via più corta dal Pacifico all’Atlantico.

In questo numero ci occupiamo di alcuni vincoli politici forse meno tangibili, forse più recenti, ma non per questo meno reali. Uno è la mancanza di fiducia dell’Europa verso la Turchia: l’assedio ottomano di Vienna parrebbe essersi infiltrato fin nel midollo della coscienza europea.

La Germania non si è ancora ripresa dalla disastrosa inflazione di Weimar, che novant’anni fa ha annientato i risparmi di intere generazioni e preparato il terreno per la Seconda guerra mondiale – e l’austerità europea di oggi.

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