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Coronavirus: l’economia europea si salverà?


Coronavirus: l'economia europea è stata messa a dura prova nel periodo del lockdown. L'Unione europea saprà sfruttare questo momento unico per rilanciare solidarietà e coesione?

La pandemia di Covid-19 non è solo una tragica crisi sanitaria a livello mondiale, ma ha avuto anche un impatto enorme sulle economie del pianeta. Con un calo preannunciato del Pil di oltre il 7% e una perdita stimata di 12 milioni di forze di lavoro nel 2020, l’Unione europea è stata sottoposta alla prova più cruciale dalla sua nascita. Una prova che sarà una vetrina per il funzionamento del sistema Ue con sforzi validi di recupero oppure, in caso contrario, minaccerà duramente la sua ragion d’essere se dovesse fallire.

Tutti gli occhi sono stati puntati sugli organi decisionali nel momento in cui l’Ue – con un leggero ritardo ma con risolutezza congiunta – ha adottato misure di emergenza per attenuare gli impatti socio-economici più immediati della crisi imminente. Tra i primi provvedimenti, il lancio dell’Iniziativa di investimento in risposta al coronavirus per sostenere i Paesi più colpiti dalla pandemia con liquidità immediata e regole di spesa allentate, seguito dal pacchetto di 540 miliardi di euro in prestiti diretti per lavoratori, imprese e Stati membri dell’Eurozona. L’acquisto di bond dalle banche e dalle aziende da parte della Bce – con il relativo Programma di acquisto per l’emergenza pandemica (Pepp) da 1.350 miliardi di euro – ha ulteriormente incrementato le capacità di finanziamento nell’Unione europea, ed è stato concepito proprio per riportare l’inflazione al medio-termine.

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