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GOSSIP INTERNAZIONALE

Il primo G20 a presidenza italiana

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Il 1° dicembre Giuseppe Conte presenterà il primo G20 a presidenza italiana. Gli eventi si terranno in formato virtuale almeno fino alla metà di aprile

Il Primo Ministro italiano Giuseppe Conte al Parlamento a Roma, 2 novembre 2020. REUTERS/Remo Casilli

Con un video-messaggio diffuso su tutti i social mondiali, il 1° dicembre prossimo il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, presenterà il primo G20 a presidenza italiana. Un G20 che cade in mezzo all’emergenza della pandemia e che avrebbe, tuttavia, l’ambizione di portare all’attenzione dell’opinione pubblica mondiale le ricette per gli aggiustamenti strutturali necessari a rimettere l’economia nei binari di un corretto e ordinato sviluppo.

A 40 anni dal primo G7 italiano che si tenne a Venezia, e che produsse un importante documento sulla crisi tar Israele e Palestina, anche questa volta il Governo italiano affronta con grande impegno la sfida della presidenza di un nuovo formato che vede presenti tutti i Paesi più industrializzati e le economie emergenti come India e Brasile. La pandemia costringerà però gli organizzatori a tenere tutte le riunioni ministeriali e gli eventi ad alto livello in formato digitale almeno fino a metà aprile. Da maggio in poi si spera di concentrare tutti gli appuntamenti in presenza che coinvolgeranno per ministeriali ed eventi ad alto livello praticamente tutte le regioni.

Prima del vertice conclusivo tra i capi di Stati e di Governo – vertice che sarà ospitato nella Nuvola di Fuksas all’Eur – tutte le principali città verranno coinvolte. In un primo tempo, Conte si era spinto a immaginare Bari come città per il vertice conclusivo ma la logistica e la ricettività per le delegazioni nel capoluogo pugliese hanno poi convinto il premier che era meglio soprassedere. E infatti a Bari dormiranno solo i Ministri degli Esteri del G20 prima di partecipare dal 28 al 30 giugno alla ministeriale Finanze di Matera. In autunno Venezia ospiterà il terzo appuntamento tra Ministri finanziari e governatori delle Banche centrali. I primi due incontri tra Ministri finanziari si terranno in febbraio e aprile ma in formato digitale, mentre il quarto incontro si terrà come di solito a Washington e il quinto a Roma a ridosso del vertice di fine ottobre.

Convolte anche per ministeriali o riunioni ad alto livello quasi tutte le grandi città da Milano a Torino a Trieste a Catania e a Bologna, dove si terrà il meeting del dialogo inter-religioso. La dotazione finanziaria per organizzare tutti gli eventi è stata già iscritta a bilancio per 60 milioni di euro anche se non si esclude qualche risparmio per il gran numero di eventi in formato digitale.

Quanto ai contenuti, il G20 italiano intercetterà lo “zeitgeist” del momento reso grave dalla pandemia che impone una riflessione sul futuro del pianeta e la sostenibilità globale. Temi che ha illustrato giovedì scorso in Parlamento il consigliere diplomatico e sherpa del G20 ambasciatore Piero Benassi. “L’Italia – ha spiegato Benassi – vuole dare slancio alla crescita economica ma con la ferma intenzione che i suoi benefici siano effettivamente meglio condivisi, senza lasciare indietro nessuno. Si vuole quindi affrontare con determinazione la grande sfida dei cambiamenti climatici e la co-presidenza della Cop26 pone l’Italia in prima linea su una questione vitale per il nostro futuro”. La linea delle tre ‘tre P’ si articola secondo Benassi in risultati perseguibili, che verranno sviluppati da più di 15 gruppi di lavoro, i cui risultati confluiranno nelle conclusioni delle numerose riunioni ministeriali. “Avremo riunioni ‘back to back’ non monotematiche, – ha osservato l’ambasciatore – come ad esempio con i Ministri dell’Ambiente e dell’Energia, dell’Istruzione e del Lavoro, dell’Economia e della Salute”.

Lo sherpa di Conte ha confermato che “le riunioni ministeriali, gli incontri dei gruppi di lavoro e gli eventi speciali saranno organizzati su gran parte del territorio italiano. Siamo convinti che il G20 deve poter anche rappresentare un’importante vetrina per il nostro Paese dopo un anno tremendo per il turismo”. Benassi ha ricordato che “le ministeriali sono programmate da fine aprile 2021, nella speranza di poterle organizzare in presenza. Ci muoviamo infatti nell’incertezza, e dovremo dar prova di flessibilità”. Tra i risultati perseguibili, ha aggiunto Benassi, “vogliamo portare avanti iniziative che facilitino l’accesso delle Pmi al ‘Trade finance’, semplificando le attività di controllo e consentendo loro di giocare un ruolo sempre più importante nelle catene globali. È quello che chiamiamo il nuovo ‘passaporto’ per le Pmi, che dovrebbe contribuire a un sollievo dal carico burocratico internazionale”.

@pelosigerardo

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