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Ursula von der Leyen a Roma

Chi sarà il nuovo capo della Commissione Ue in Italia?

Ursula von der Leyen in visita a una base aerea a Roma nel 2015. Reuters. Foto di Max Rossi
Ursula von der Leyen in visita a una base aerea a Roma nel 2015. Reuters. Foto di Max Rossi

È stata la stessa nuova presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, nella sua missione lampo a Roma di venerdì 2 agosto a interessarsi personalmente delle sorti dell’Ufficio di rappresentanza della Commissione in Italia. Proprio l’ufficio di via IV novembre a Roma è stata la prima tappa della missione della von der Leyen. Prima di mettere a punto con i suoi collaboratori l’incontro che di lì a poco avrebbe avuto con il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, la nuova responsabile dell’esecutivo europeo ha salutato cordialmente tutti i funzionari a cominciare dal capo dell’ufficio, Beatrice Covassi, destinata a lasciare la poltrona dopo solo tre anni e recentemente candidatasi (ma senza successo) alle elezioni europee di maggio.

Rispetto ai predecessori il mandato della Covassi presso l’ufficio italiano della Commissione si caratterizza per l’estrema brevità. Senza riandare con la memoria al lungo periodo di reggenza di Gerardo Mombelli (11 anni) anche Piervirgilio Dastoli e Lucio Battistotti hanno retto le redini dell’ufficio della Commissione per circa sei anni ciascuno. Un accenno alla questione sarebbe stato fatto anche nel corso del colloquio tra la von der Leyen e Conte. Senza voler minimamente entrare nella sfera di diretta competenza della Commissione, il premier avrebbe fatto notare che un incarico di questa delicatezza sarebbe bene venisse deciso non ora ma in autunno, nel momento in cui si insedierà ufficialmente la nuova Commissione.

Sul nome del successore della Covassi non c’è ancora, tuttavia, alcuna decisione definitiva. Un candidato molto forte per la sua profonda competenza nelle questioni comunitarie sarebbe Marco Piantini, esterno alla Commissione ma consigliere per gli Affari europei del Quirinale ai tempi del presidente Giorgio Napolitano e poi “sherpa” per i rapporti con Bruxelles dell’ex premier Matteo Renzi. Una sua nomina come “ambasciatore” della Ue in Italia avrebbe un significato di rottura con l’attuale esecutivo giallo-verde.

Meglio quindi, secondo alcuni consiglieri della stessa von der Leyen, ripiegare su candidati interni, funzionari italiani della Commissione dalla sperimentata esperienza e non troppo targati politicamente. Quasi tutte le indicazioni convergono a questo punto sul nome di Roberto Santaniello, in passato responsabile della comunicazione dell’ufficio romano della Commissione e poi responsabile dell’ufficio di Milano della Commissione. Un altro candidato interno alle istituzioni europee poteva essere Carlo Corazza, già portavoce del presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, il quale è già stato nominato responsabile dell’ufficio italiano del Parlamento Europeo. Un’altra questione riguarda lo status del rappresentante della Ue in Italia.

Si va facendo strada a Bruxelles l’idea che almeno nelle capitali più importanti come Parigi, Berlino e Roma i responsabili di quegli uffici debbano avere almeno il grado di direttore generale. Come è il caso di Marco Buti, attuale direttore della Direzione Affari economici e finanziari, proprio quella che passa ai raggi X i conti pubblici italiani.  

@pelosigerardo

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