Il Presidente eterno

Gli algerini vogliono farla finita con Bouteflika, assente dalla vita pubblica dal 2013. Le università il centro della protesta

Il popolo protesta contro il Presidente algerino Abdelaziz Bouteflika, Algeri, Algeria, 8 marzo 2019. REUTERS/Zohra Bensemra
Il popolo protesta contro il Presidente algerino Abdelaziz Bouteflika, Algeri, Algeria, 8 marzo 2019. REUTERS/Zohra Bensemra

In Algeria il Governo ha deciso di anticipare ad oggi l’inizio delle vacanze primaverili per le università, con lo scopo non dichiarato di affievolire le proteste – studentesche ma non solo – contro il Presidente Abdelaziz Bouteflika. Le manifestazioni vanno avanti da oltre due settimane e sono le più grandi mai tenutesi negli ultimi trent’anni in Algeria, un Paese tutto sommato stabile rispetto al resto del Nord Africa, non toccato in maniera significativa nemmeno dalle “primavere arabe” del 2011-2012. Per l’Italia l’Algeria è un fondamentale fornitore di gas.

Il bersaglio principale delle proteste, come detto, è il Presidente Bouteflika: ha 82 anni, è alla guida dell’Algeria dal 1999 ma non compare in pubblico dal 2013 a causa di un ictus che lo ha lasciato semiparalizzato. Di recente ha annunciato la sua ricandidatura alle elezioni del 18 aprile, per ottenere un quinto mandato. La popolazione però ha reagito, chiedendo un ricambio completo: l’allontanamento dalla politica, cioè, sia del Presidente che del gruppo di potere sospettato di gestire il Paese al suo posto.

Oltre che contro il regime di Bouteflika – un tempo rispettato perché ritenuto portatore di stabilità dopo la guerra civile degli anni Novanta – gli algerini stanno protestando anche contro la crisi economica. La disoccupazione è alta, soprattutto quella giovanile, e i bassi prezzi del petrolio hanno ridotto le entrate per lo Stato, che ha dovuto contenere la spesa pubblica ed eliminare alcuni sussidi, esasperando il malcontento popolare.

Negli ultimi anni il partito di Bouteflika, il Fronte di liberazione nazionale, ha visto calare i consensi. Tuttavia, secondo gli esperti di affari nordafricani, le opposizioni non sono abbastanza forti per vincere alle elezioni di aprile.

@marcodellaguzzo

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