eastwest challenge banner leaderboard

Boris Johnson guiderà il Regno Unito al disastro Brexit

Il nuovo leader batte l’avversario Jeremy Hunt e promette l’uscita dall’Ue il 31 ottobre

Boris Johnson arriva al quartier generale del Partito Conservatore, dopo essere stato annunciato come prossimo Primo Ministro britannico, a Londra, Gran Bretagna, 23 luglio 2019. REUTERS/Toby Melville
Boris Johnson arriva al quartier generale del Partito Conservatore, dopo essere stato annunciato come prossimo Primo Ministro britannico, a Londra, Gran Bretagna, 23 luglio 2019. REUTERS/Toby Melville

Alla fine Boris Johnson ce l’ha fatta a conquistare la leadership del suo partito e, fino a nuove elezioni, il ruolo di Primo Ministro della Gran Bretagna. Johnson ha sconfitto agevolmente Jeremy Hunt, ottenendo 92.153 voti contro i 46.656 dell’attuale Segretario agli Affari Esteri, ruolo ricoperto dal nuovo leader dei Tory nel Governo di Theresa May dal 2016 al 2018. Johnson, un convinto brexiteer, ha condotto la campagna elettorale interna al Partito Conservatore basata sui presunti vantaggi dell’uscita dall’Unione Europea.

Nel discorso dopo vittoria, il prossimo Primo Ministro afferma: “Crederemo nuovamente in noi stessi e come un gigante assonnato ci rialzeremo liberandoci delle corde di dubbi e negatività. Daremo energia alla nostra nazione, usciremo dall’Ue il 31 ottobre e prenderemo tutti i vantaggi e le opportunità che questo nuovo spirito ci offrirà”. Si è detto “deluso” per il risultato Jeremy Hunt, ma convinto che Johnson “farà un ottimo lavoro”. Secondo Hunt, la sfida è sempre stata in salita per lui, “perché ho votato per rimanere nell’Unione Europea e in questo periodo storico i membri del partito preferivano appoggiare qualcuno che al referendum ha votato per la Brexit”.

Numerose le reazioni, sia nel mondo economico che politico. Nel rapporto trimestrale appena pubblicato, il Fondo Monetario Internazionale pone sullo stesso piano la Brexit senza accordo, l’escalation delle tensioni geopolitiche in più aree del mondo e il rallentamento dell’economia cinese: un accostamento significativo che dà l’idea dei grandi timori che un’uscita disordinata della Gran Bretagna dall’Ue può provocare alla crescita sia nel Vecchio Continente che nel resto dei mercati.

Il leader del Partito Laburista Jeremy Corbyn ha mal digerito la vittoria di Johnson. “Ha conquistato il voto di meno di 100.000 membri del Partito Conservatore ma non il supporto del nostro Paese. Solo i cittadini con le elezioni generali potranno decidere chi sarà il Primo Ministro. Con il no-deal di Johnson” — continua Corbyn — “saranno tagliati posti di lavoro e aumentati i prezzi dei beni, col rischio che il nostro Sistema Sanitario Nazionale venga svenduto alle corporation statunitensi attraverso un amorevole accordo con Donald Trump”. Felice il Presidente degli Stati Uniti, che in un tweet si congratula calorosamente con Boris Johnson: “Sarà fantastico!”.

In casa europea, i commenti restano allineati sull’accordo sottoscritto da Theresa May. Per Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione Europea incaricata, l’Ue e la Gran Bretagna “lavoreranno ancora insieme su molteplici temi: l’obiettivo è quello di fare il bene dei cittadini”. Per il capo dei negoziati con Londra, Michel Barnier, si dovrà collaborare costruttivamente con Boris Johnson affinché venga facilitato l’accordo di uscita dall’Ue e raggiungere una Brexit ordinata. 

@melonimatteo

Scrivi il tuo commento
@

La voce
dei Lettori

eastwest risponderà ogni settimana ai commenti sui social e alle domande inviate dai lettori. Potete far pervenire la vostra domanda usando il tasto qui sotto. Per essere pubblicati, i contributi devono essere firmati con nome, cognome e città Invia la tua domanda ad eastwest

GUALA