L'agonia dei padri della patria

Nazarbayev in Kazakistan e Bouteflika in Algeria tra gli ultimi esemplari del secolo breve

Nursultan Nazarbayev arriva al vertice dei leader dell'ASEM a Bruxelles, Belgio, 19 ottobre 2018. REUTERS/Piroschka van de Wouw
Nursultan Nazarbayev arriva al vertice dei leader dell'ASEM a Bruxelles, Belgio, 19 ottobre 2018. REUTERS/Piroschka van de Wouw

La notizia ha dell’incredibile, visto che nulla faceva presagire un suo passo indietro. Dopo 30 anni di onorato servizio Nursultan Nazarbayev lascia la presidenza del Kazakistan: un lungo, lunghissimo traghettamento dall’era post sovietica alla piena economia di mercato che, ciononostante, vede il Paese ancora legatissimo alla Russia. Dimissioni improvvise per il Capo di Stato kazako, che governa la Nazione centrasiatica dal 1990. «Una nuova generazione di leader proseguirà le riforme in atto», ha detto Nazarbayev, che nel 2015 ha rivinto le elezioni col 97.7% dei consensi. Nursultan Nazarbayev ha annunciato le dimissioni con un messaggio trasmesso dalla tv di Stato kazaka, affermando che il suo posto sarà preso, ad interim, da Kassym-Jomart Tokayev, speaker della camera alta del Parlamento. Tokayev, 65 anni, è un diplomatico che ha già ricoperto il ruolo di Ministro degli Esteri e Primo Ministro. Il suo compito sarà quello di tutelare gli interessi del Paese in attesa di capire chi sarà il vero successore del “Leader della Nazione” che, d’altro canto, non lascerà del tutto i suoi ruoli istituzionali: Nazarbayev continuerà a guidare il Consiglio di Sicurezza e il suo partito, il Nur Otan.

Abdelaziz Bouteflika, invece, è ancora al suo posto nonostante le proteste delle ultime settimane, che hanno visto in particolare gli studenti attivi per le strade di Algeri e di tutto il Paese. Eppure qualcosa sembra muoversi negli ambienti governativi: durante un incontro a Mosca nella giornata di ieri con il Ministro degli Esteri Sergei Lavrov, il nuovo vice Primo Ministro dell’Algeria, Ramtane Lamamra, ha affermato che Bouteflika ha accettato di passare il testimone a un nuovo Presidente eletto, acconsentendo all’opposizione di prendere parte al gabinetto che controllerà lo svolgimento delle elezioni. Intanto un nuovo gruppo ribattezzato Coordinamento Nazionale per il Cambiamento, formato da leader politici e attivisti, ha rilasciato un documento denominato Piattaforma per il Cambiamento, chiedendo a Bouteflika di dimettersi alla fine del suo mandato, il 28 aprile. Nel documento viene chiesto alle forze armate di non intervenire col processo politico. Prima dell’incontro con Lamamra, Lavrov ha dichiarato d’essere «preoccupato per le proteste in Algeria» e che vede un tentativo di destabilizzazione della Nazione nord africana. 

@melonimatteo

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