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Myanmar, gli Stati Uniti sanzionano i militari per il trattamento dei Rohingya

Il Dipartimento di Stato contro gli alti esponenti dell’esercito birmano: non potranno entrare negli Usa

Dieci uomini musulmani Rohingya inginocchiati con le mani legate nel villaggio di Inn Din, Myanmar, 1 settembre 2017. Dispensa tramite REUTERS
Dieci uomini musulmani Rohingya inginocchiati con le mani legate nel villaggio di Inn Din, Myanmar, 1 settembre 2017. Dispensa tramite REUTERS

Gli Stati Uniti diventano il primo Paese al mondo a intraprendere un’azione pubblica verso i responsabili dei massacri contro la minoranza musulmana Rohingya, sanzionando i vertici militari per la condotta del loro esercito. A Min Aung Hlaing, capo dell’esercito, il suo vice Son Win, i comandanti Than Oo e Aung Aung e le rispettive famiglie è stato vietato l’ingresso negli Usa, un provvedimento che punta il dito contro l’intero sistema militare birmano e le uccisioni extragiudiziali avvenute negli anni scorsi. Il Dipartimento di Stato si è appoggiato alla Sezione 31(c) dell’Appropriations Act, che dà facoltà al Segretario di Stato, se in possesso di informazioni credibili, di impedire l’arrivo nel Paese a individui appartenenti a Governi stranieri, responsabili di corruzione o di violazione dei diritti umani.

Nello specifico, è stato appurato che nei mesi di agosto e settembre 2017 ci furono violazioni dei diritti umani, scaturite in violenze e persino uccisioni di persone appartenenti alla comunità Rohingya, perseguitata da decenni in Myanmar, ex Birmania. Min Aung Hlaing nei mesi scorsi ha ordinato la scarcerazione dei soldati condannati per l’uccisione di membri dell’etnia musulmana nel villaggio di Inn Din, dove avvenne una vera e propria pulizia etnica.

I Rohingya sono letteralmente in fuga e in cerca di sicurezza: dall’agosto 2017, secondo l’Agenzia Onu per i Rifugiati UNHCR, sono oltre 740mila le persone scappate dal loro Paese, che dal 1982 non li riconosce più come cittadini birmani. Il Bangladesh è lo Stato che più ha accolto la minoranza musulmana: i dati aggiornati al 15 luglio 2019 parlano di 912,114 persone rifugiatesi nello Stato asiatico, di cui il 55% è rappresentato da bambini.

Mike Pompeo, Segretario di Stato del Governo di Donald Trump, si è detto “preoccupato per il fatto che il Governo del Myanmar non abbia agito contro i responsabili delle violazioni dei diritti umani e degli abusi”. 

@melonimatteo

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