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Nazioni Unite, al via la 74° Assemblea Generale

L’organismo internazionale che riunisce i Paesi del mondo dovrà far fronte a impellenti problematiche: dal cambiamento climatico alle tensioni nel Golfo, la ricostruzione della Siria e la guerra civile in Yemen

L'attivista svedese di 16 anni Greta Thunberg parla al Climate Action Summit presso la sede delle Nazioni Unite a New York City, New York, Stati Uniti, 23 settembre 2019. REUTERS/Lucas Jackson
L'attivista svedese di 16 anni Greta Thunberg parla al Climate Action Summit presso la sede delle Nazioni Unite a New York City, New York, Stati Uniti, 23 settembre 2019. REUTERS/Lucas Jackson

La 74°Assemblea Generale delle Nazioni Unite riparte dal cambiamento climatico. I leader dei Paesi del mondo si ritrovano al quartier generale dell’Onu per discutere i pericolosi effetti del climate change, cercando di tramutare le promesse in azioni concrete. La spinta di Greta Thunberg ha dato l’inizio a una rivoluzione giovane, grazie alla quale i teenager di tutto il mondo e gli studenti universitari sono stati coinvolti in un processo che, si spera, sia irreversibile: mettere al centro delle politiche degli Stati il pianeta e la sua conservazione.

La United Nations General Assembly, dagli addetti ai lavori ribattezzata UNGA, ogni anno diventa occasione di fondamentale confronto per le nazioni, potendo fare il punto della situazione delle relazioni internazionali. L’UNGA 2019 dovrà fare i conti con le tensioni tra Stati Uniti e Iran, che hanno portato i due Paesi a distanze siderali, apparentemente incapaci di comunicare. La diplomazia è all’opera per organizzare importanti incontri bilaterali che potrebbero dar vita a nuovi negoziati e alla fine del contenzioso tra Washington e Teheran. Nei giorni scorsi l’Iran ha messo in dubbio la sua partecipazione ai meeting presso il Palazzo di Vetro a causa dei ritardi nella concessione dei visti per i membri del Governo della Repubblica Islamica da parte delle autorità statunitensi, problematica che sembra rientrata.

La ricostruzione in Siria e la guerra civile in Yemen (nazione che vede, ancora una volta, contrapposte forze fedeli all’Iran contro quelle vicine a sauditi e, di riflesso, agli Stati Uniti) è tema scottante sotto diversi punti di vista. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite subisce i veti incrociati dei 5 Paesi permanenti (Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti, Russia e Cina), motivo per cui persiste uno stallo — nella ricostruzione nel primo caso, nella fine del conflitto nell’altro — nei due Paesi. Questa è la plastica realtà di un organo importantissimo, il Consiglio di Sicurezza, che necessita una riforma radicale (su tutti, il superamento del diritto di veto): anche di questo si parlerà all’Onu.

Il mondo sta a guardare i grandi del pianeta riunirsi: un po’ con speranza, un po’ con disillusione. 

@melonimatteo

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