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G20 di Osaka: evviva il libero commercio

Abe vuole una dichiarazione a favore del libero scambio. Ma la vera importanza del G20 non sta nella dichiarazione finale

Il Primo Ministro giapponese Shinzo Abe, altri leader e delegati partecipano a una sessione di foto di famiglia al summit dei leader del G20 a Osaka, Giappone, 28 giugno 2019. REUTERS/Kim Kyung-Hoon
Il Primo Ministro giapponese Shinzo Abe, altri leader e delegati partecipano a una sessione di foto di famiglia al summit dei leader del G20 a Osaka, Giappone, 28 giugno 2019. REUTERS/Kim Kyung-Hoon

È iniziato ieri e si concluderà oggi, sabato 29 giugno, il G20 di Osaka, in Giappone. Al forum partecipano i capi di Stato o di Governo dei 20 Paesi più industrializzati – più l’Unione Europea –, che insieme rappresentano l’80% del Pil e i due terzi della popolazione mondiale.

Shinzo Abe, il Primo Ministro giapponese che guida il vertice, ha invitato gli altri leader a lanciare un forte messaggio in difesa del commercio libero e aperto. Un messaggio che però, probabilmente, non ci sarà: al G20 partecipano molte nazioni, ciascuna con i propri interessi e con la propria ideologia, e non è semplice mettere d’accordo tutti. Sarà difficile, in particolare, ottenere l’appoggio degli Stati Uniti a una dichiarazione in sostegno del libero scambio, considerata sia l’avversione per il multilateralismo sia le politiche protezioniste adottate dall’amministrazione Trump. Al G20 tra i Ministri dell’Economia di marzo 2017, ad esempio, Washington si era opposta a una dichiarazione che contenesse una critica assoluta al protezionismo.

Ma non c’è solo il commercio. Un altro tema di divisione sarà ad esempio il cambiamento climatico: la Francia ha già detto che non firmerà il comunicato finale se questo non menzionerà l’accordo di Parigi sul clima, dal quale però gli Stati Uniti sono usciti.

L’importanza del G20, più che nel documento congiunto presentato alla chiusura dei lavori, è comunque altrove. Il forum consente infatti ai principali leader globali di ritrovarsi tutti insieme e di discutere faccia a faccia, a porte chiuse. Non a caso, il momento più atteso di questo G20 è proprio un incontro bilaterale, quello tra Donald Trump e il Presidente cinese Xi Jinping, previsto per oggi.

Stati Uniti e Cina stanno combattendo una dura guerra commerciale, fatta di imposizioni reciproche di dazi, che viene ritenuta un fattore di rischio per l’economia mondiale perché potrebbe provocare un rallentamento generale. 

@marcodellaguzzo

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