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La Corea del Nord ci riprova

Pyongyang lancia proiettili a corto raggio. È una nuova strategia per attirare l’attenzione di Washington

Il leader della Corea del Nord Kim Jong-un supervisiona una "esercitazione di lancio" per lanciatori multipli e armi tattiche guidate nel Mare Orientale durante un'esercitazione militare in Corea del Nord, 4 maggio 2019, fornita dalla Korean Central News Agency (KCNA). KCNA via REUTERS
Il leader della Corea del Nord Kim Jong-un supervisiona una "esercitazione di lancio" per lanciatori multipli e armi tattiche guidate nel Mare Orientale durante un'esercitazione militare in Corea del Nord, 4 maggio 2019, fornita dalla Korean Central News Agency (KCNA). KCNA via REUTERS

Ieri la Corea del Nord ha lanciato dei “proiettili” a corto raggio che, dopo aver percorso tra i 70 e i 200 chilometri, sono finiti nel mar del Giappone, ad est della penisola coreana. La notizia è stata data dalla Corea del Sud, che ha accusato Pyongyang di voler provocare un’escalation della tensione nella zona.

L’intelligence sudcoreana non ha parlato esplicitamente di “missili”, ma ha utilizzato il termine più vago di “proiettili”. Il test, comunque, non rappresenta una violazione degli accordi informali tra il leader supremo Kim Jong-un e il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che riguardavano i missili balistici intercontinentali, dalla gittata più lunga e quindi potenzialmente pericolosi per Washington. L’ultimo test di un vettore di questo tipo risale al novembre 2017. Il mese scorso la Corea del Nord aveva annunciato il lancio di una nuova “arma tattica guidata”: un missile a corto raggio, anche in quel caso.

I due test missilistici – quello di ieri e quello di aprile – indicano l’inizio di un cambio di strategia da parte di Pyongyang: ricorrere a dimostrazioni di forza, ma senza spingersi troppo oltre, per attirare l’attenzione di Washington. I razzi sono infatti un messaggio e gli Stati Uniti ne sono i destinatari. I negoziati tra le due nazioni sono in una fase di stallo dopo il fallimento del vertice di Hanoi, in Vietnam, tra Trump e Kim: il primo chiede la “denuclearizzazione” o degli sforzi in tal senso; il secondo l’allentamento delle sanzioni economiche.

La questione nordcoreana si è fatta ancora più complicata con l’entrata in campo della Russia: due settimane fa Kim Jong-un si è incontrato con il Presidente russo Vladimir Putin. È ancora presto per dare un giudizio su questa riunione. Significativo però che Mosca abbia insistito proprio sull’importanza dei six-party talks per la risoluzione della crisi nordcoreana: Trump invece li ritiene dei negoziati fallimentari, preferendo una trattativa bilaterale con Pyongyang.

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@marcodellaguzzo

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