Orgoglio rivoluzionario a Teheran

A 40 anni dalla Rivoluzione, migliaia in piazza per festeggiare l'anniversario del 1979. La Ue più persiana che americana

L’Iran celebra i 40 anni della Rivoluzione in uno dei momenti più ardui della storia recente della Repubblica Islamica. Il Presidente Hassan Rouhani non ha nascosto le difficoltà del Paese nel corso dell’intervento tenuto davanti all’immensa folla riunitasi nei pressi della Torre Azadi, ad ovest di Teheran. «A causa delle sanzioni il popolo iraniano avrà delle difficoltà economiche ma le supereremo aiutandoci l’un l’altro. Il nostro ruolo nella regione» — ha affermato Rouhani — «ha raggiunto un picco storico: a prescindere da quel che dicono altre Nazioni, l’Iran è l’unico Paese che può soccorrere gli Stati dell’area». Il Presidente ha voluto menzionare l’intervento iraniano in Siria, Libano, Palestina e Yemen, realtà appoggiate da Teheran e in contrasto con Stati Uniti, Israele e Arabia Saudita. Proprio in questi giorni Javad Zarif, Ministro degli Esteri dell’Iran, è in visita ufficiale a Beirut con l’ottica di rafforzare i legami con il Libano all’indomani della formazione del nuovo governo che vede membri di Hezbollah nell’esecutivo.

Intanto l’Unione Europea e gli Stati Uniti sembrano sempre più lontani sulla questione nucleare iraniano, con il trattato JCPoA abbandonato da Donald Trump lo scorso anno. Per l’Europa è vitale continuare a far parte dell’accordo firmato nel 2015 e la creazione di Instex - strumento che faciliterà le transazioni da e per l’Iran, che in questa prima fase coinvolgerà i settori farmaceutico e agroalimentare - è un chiaro segnale verso Washington. Se questo non bastasse, Federica Mogherini, Rappresentante per la Politica Estera dell’Ue, non parteciperà al meeting di Varsavia, visto da molti come un incontro anti-iraniano. I vertici del governo polacco, sempre più vicino a Trump, incontreranno il vice Presidente degli Stati Uniti Mike Pence e il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu. L’evento è stato organizzato a pochi giorni dall’annuale Conferenza sulla Sicurezza di Monaco (dal 15 al 17 febbraio), momento di incontro per i più importanti leader mondiali che quest’anno ospiterà, tra gli altri, Angela Merkel, al-Sisi, Javad Zarif, Sergey Lavrov.

@melonimatteo

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