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L’Iran 40 anni dopo, un compromesso per Brexit, la crisi Italia-Francia

La Rivoluzione iraniana del 1979. Le trattative politiche tra May e Corbyn. Nuovo shutdown negli Usa

La stampa internazionale del giorno. Se volete acquistare questi giornali, venite alla nostra edicola a Lungotevere dei Mellini 5B (angolo Ponte Cavour)
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Le Monde apre ricordando i quarant’anni della Rivoluzione iraniana, che nel 1979 portò alla deposizione dello scià Reza Pahlavi e alla nascita della Repubblica islamica dell’Iran. E sintetizza così la condizione attuale del paese: società in movimento, economia in panne, vita politica bloccata.

Le Monde, ancora, ricostruisce la «storia di malintesi» tra Francia e Italia alla luce della crisi diplomatica tra il governo Conte e la presidenza Macron, che ha portato Parigi a richiamare il proprio ambasciatore a Roma.

Theresa May è disposta a raggiungere un compromesso con il Partito laburista per sciogliere l’impasse sulla Brexit, scrive il Financial Times. In una lettera a Jeremy Corbyn la prima ministra ha proposto delle leggi per la tutela dei diritti dei lavoratori e dell’ambiente: spera in questo modo di convincere il Partito laburista ad appoggiare l’accordo su Brexit negoziato da Londra e Bruxelles, bocciato dal Parlamento britannico. Nella lettera però – come precisato dal Guardian – May ha rifiutato la proposta, avanzata da Corbyn, di un’unione doganale tra Regno Unito ed Unione europea.

La decisione di Stati Uniti e Russia di «seppellire» il trattato sulle armi nucleari starebbe stimolando una nuova fase di riarmo mondiale, secondo El País. Rispetto al periodo della Guerra fredda, oggi sullo scacchiere si muovono molte più pedine, in primis la Cina.

Sugli Stati Uniti sta calando l’ombra di un nuovo shutdown. Le attività del governo federale americano erano state riaperte solo in via temporanea a seguito di un accordo tra Donald Trump e il Partito Democratico. L’accordo però scade venerdì 15, e le trattative tra le due parti – che vertono soprattutto sulla gestione della frontiera con il Messico – sono in stallo, scrive il New York Times.

@marcodellaguzzo

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