Voglia d'Europa per la Scozia

In caso di Brexit, Nicola Sturgeon punta a un secondo referendum per l’autodeterminazione scozzese

Il Primo Ministro scozzese Nicola Sturgeon dopo aver parlato alla conferenza del partito nazionale scozzese a Glasgow, Scozia, Gran Bretagna, 9 ottobre 2018. REUTERS/Russell Cheyne
Il Primo Ministro scozzese Nicola Sturgeon dopo aver parlato alla conferenza del partito nazionale scozzese a Glasgow, Scozia, Gran Bretagna, 9 ottobre 2018. REUTERS/Russell Cheyne

Tempi durissimi per la Gran Bretagna che, dopo aver scampato la secessione della Scozia nel 2014 dovrà gestire, soprattutto se la Brexit dovesse concretizzarsi, una seconda richiesta di referendum per l’indipendenza. Nicola Sturgeon, First Minister scozzese e leader del Scottish National Party (SNP) ha annunciato al Parlamento di Holyrood che proporrà un secondo voto, da svolgersi entro il 2021.

Euroentusiasta, la Scozia nel 2016 votò per rimanere nell’Unione Europea, con il 62% di elettori per il remain. All’indomani del risultato che ha sancito l’uscita di Londra dall’Ue, Sturgeon annunciò che avrebbe richiesto una seconda votazione per l’indipendenza di Edimburgo. Il momento potrebbe ufficialmente arrivare nei prossimi mesi, ma Theresa May ha già fatto sapere che “la Scozia ha già votato per l’indipendenza, con un risultato netto che dev’essere rispettato”.

Ma la questione non è così semplice. Per la First Minister, infatti, Westminster ha dimostrato di non poter tutelare gli interessi della Scozia. “Il voto per l’uscita dall’Ue della Gran Bretagna ha evidenziato un profondo deficit democratico. Se non sfrutteremo l’opportunità di fermare la Brexit, solo l’indipendenza proteggerà il nostro posto in Europa”. Sturgeon, nel corso dell’intervento al Parlamento di Edimburgo, ha evidenziato come “la Scozia è stata marginalizzata dalla Gran Bretagna, a sua volta marginalizzata nel contesto internazionale”.

I sondaggisti iniziano ad analizzare le intenzioni di voto degli elettori scozzesi. YouGov dà il supporto per l’indipendenza in crescita, al 49%. Lo stesso sondaggio realizzato la scorsa estate segnalava un 45% di elettori intenzionati a votare sì alla secessione da Londra. Ancora più interessante la rilevazione di The Panelbase per The Sunday Times Scotland, che vedrebbe oggi gli scozzesi votare al 53% per rimanere insieme a Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord, dato che si ribalterebbe in caso di uscita senza accordo della Gran Bretagna dall’Ue: in questo caso, i sì all’indipendenza raggiungerebbe il 52% dei consensi. 

@melonimatteo

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