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Guerra nello stretto di Taiwan?

Nuove tensioni tra Stati Uniti e Cina. Washington invia una nave da guerra. Pechino avverte di essere pronta a impedire l’indipendenza di Taiwan con qualunque mezzo

Una nave da guerra della Marina degli Stati Uniti, 19 luglio 2019. Jason Waite/Handout, esperto di comunicazione di massa della Marina degli Stati Uniti
Una nave da guerra della Marina degli Stati Uniti, 19 luglio 2019. Jason Waite/Handout, esperto di comunicazione di massa della Marina degli Stati Uniti

Gli Stati Uniti hanno inviato ieri una nave da guerra verso lo stretto di Formosa, il braccio di mare tra Cina e Taiwan. La mossa americana arriva a distanza di un giorno dalle dichiarazioni di Pechino, che ha fatto sapere di essere pronta alla guerra nel caso in cui qualcuno – tradotto: gli Stati Uniti – cercasse di separare Taiwan dalla Cina.

La Cina infatti non riconosce Taiwan come uno Stato sovrano, ma considera l’isola come una provincia “ribelle”, ossia come parte del suo territorio. E dice di voler giungere a una riunificazione pacifica, anche se non ha rinunciato all’uso della forza. Gli Stati Uniti sono coinvolti nella questione perché, pur non riconoscendo Taiwan e non avendo dunque rapporti diplomatici formali, ne sono i primi fornitori di armi.

Mercoledì scorso la Cina ha minacciato ritorsioni verso gli Stati Uniti per aver recentemente approvato la vendita di armi e mezzi militari (missili e carri armati, ad esempio) a Taiwan per 2,2 miliardi di dollari. Pechino ha accusato Washington di “minare la stabilità strategica globale”: lo stretto di Formosa è una zona altamente militarizzata e Pechino – come detto – considera qualsiasi passo verso l’indipendenza di Taiwan come un attacco alla propria sicurezza nazionale e alla propria integrità territoriale.

Inviando la nave nello stretto, gli Stati Uniti dicono di voler ribadire il loro impegno per un’Indo-Pacifico libero e aperto, ovvero per il mantenimento della libertà di navigazione nel Mar cinese meridionale, dove la Cina si sta espandendo con una certa aggressività.

L’amministrazione Trump si è avvicinata parecchio a Taiwan: l’isola possiede di per sé un’importanza strategica data la sua posizione, ma è utile agli interessi americani anche alla luce dello scontro commerciale e geopolitico in atto con la Cina. 

@marcodellaguzzo

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