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Washington spinge Ankara nelle braccia di Putin

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La Turchia acquisterà un sistema di difesa dalla Russia. Gli Usa reagiranno

Il Presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo turco Tayyip Erdogan partecipano a una conferenza stampa dopo il loro incontro al Cremlino Mosca, Federazione Russa, 23 gennaio 2019. Sputnik/Mikhail Klimentyev/Cremlino via REUTERS
Il Presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo turco Tayyip Erdogan partecipano a una conferenza stampa dopo il loro incontro al Cremlino Mosca, Federazione Russa, 23 gennaio 2019. Sputnik/Mikhail Klimentyev/Cremlino via REUTERS

La Turchia e gli Stati Uniti potrebbero essere vicini ad una nuova crisi diplomatica, dopo quella dello scorso agosto che aveva provocato il crollo della lira turca. L’attrito tra le due nazioni è dovuto stavolta al rifiuto di Ankara di acquistare un sistema di difesa missilistico americano, preferendo al suo posto l’S-400, un sistema d’arma antiaereo sviluppato dalla Russia.

L’offerta degli Stati Uniti scadrà a fine marzo e il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan non l’ha formalmente rifiutata, perlomeno non ancora. Ha detto però che non ha intenzione di rescindere il contratto con Mosca, e sembra improbabile che la Turchia possa dotarsi di due sistemi di difesa differenti: l’installazione dell’S-400, inoltre, è già prevista per il prossimo ottobre. Se però Ankara dovesse decidere definitivamente di fornirsi del sistema russo, Washington ha fatto sapere che non le fornirà i caccia militari F-35. Questo perché gli Stati Uniti sono membri della Nato insieme alla Turchia e vogliono impedire che quest’ultima si affidi alla Russia – che non fa parte dell’organizzazione – per la propria difesa.

L’acquisto dell’S-400 potrebbe spingere Washington a imporre delle sanzioni verso Ankara, che però non vuole assolutamente compromettere i rapporti con Mosca, per diverse ragioni. C’entra intanto il TurkStream, il gasdotto di costruzione russa che, passando sotto il Mar nero, trasporterà gas naturale dalla Russia alla Turchia, e da qui in Europa. Un progetto simile al Nord Stream 2.

L’altro motivo ha a che vedere invece con la Siria, un Paese rilevante sia per Erdogan che per Vladimir Putin. Di recente Turchia e Russia si sono accordate su Idlib, la provincia siriana vicina al confine turco e ultima zona sotto il controllo dei ribelli che si oppongono al Presidente Bashar al-Assad. Mosca appoggia Assad e Ankara i ribelli, ma stanno negoziando per superare le differenze in nome della stabilità della regione. 

@marcodellaguzzo

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